Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha esortato i partner di Washington a schierarsi contro l'Iran, promettendo una campagna di isolamento economico che ha definito la più grande della storia.
Il messaggio è inequivocabile. Scott Bessent ha esortato gli alleati degli Stati Uniti a "prendere una decisione": sostenere Washington nei suoi sforzi per "schiacciare" l'economia iraniana, oppure subirne le conseguenze. "O siete con noi o contro di noi", ha riassunto il Segretario del Tesoro durante un'apparizione su CNBC.
Queste dichiarazioni fanno seguito a un messaggio pubblicato da Donald Trump sulla sua piattaforma Truth Social, in cui il presidente degli Stati Uniti avvertiva che qualsiasi Paese che offrisse "qualsiasi tipo di sostegno" al regime della Repubblica Islamica avrebbe dovuto affrontare "enormi conseguenze economiche". Bessent non ha specificato la natura esatta delle misure in esame, ma ha avvertito che chiunque avesse continuato a fare affari con Teheran, sia trasferendo fondi che acquistando petrolio iraniano, avrebbe dovuto subire "tutta la forza e il potere" del governo degli Stati Uniti.
Il Segretario del Tesoro ha descritto la misura come "il più grande isolamento economico coordinato della storia mondiale". Ha inoltre sostenuto che questa pressione economica limiterebbe la necessità di una "ripresa su vasta scala" del conflitto. Ulteriori dettagli dovrebbero essere resi noti in una conferenza stampa prevista per il 24 agosto.
Questo annuncio giunge in un clima di tensione già elevata. Ad aprile, gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di sanzioni contro banche e aziende straniere che intrattengono rapporti commerciali con Teheran, dopo che le operazioni militari non sono riuscite a rovesciare il regime iraniano. L'operazione "Furia Economica", annunciata congiuntamente dal Dipartimento del Tesoro e dal Pentagono, mirava a tagliare le risorse finanziarie dell'Iran, in particolare attraverso un blocco navale dei suoi porti.
La situazione economica in Iran è già critica. Nei dodici mesi precedenti a febbraio 2026, il prezzo dei beni di prima necessità è aumentato in media del 60%, mentre i prezzi dei generi alimentari sono raddoppiati nello stesso periodo. Questi dati ufficiali hanno alimentato settimane di proteste all'inizio di quest'anno, con i cittadini iraniani che hanno ritenuto il regime responsabile delle loro difficoltà. Trump ha poi incoraggiato i manifestanti a "continuare a protestare", assicurando loro che "gli aiuti sono in arrivo".
La prospettiva di nuove sanzioni sta già pesando molto sugli operatori economici. Un uomo d'affari iraniano ha confidato che le aziende globali stanno riconsiderando i loro investimenti nel Paese. "Se ogni Paese che commercia con l'Iran rischia sanzioni, devo pensarci molto attentamente prima di concludere un accordo, perché potrei finire per perdere denaro", ha spiegato.
In Iran, prevale lo scetticismo sull'efficacia di queste nuove pressioni. Un residente della provincia del Khuzestan, nel centro del Paese, ritiene che l'Iran abbia "una lunga storia di gestione delle sanzioni" e che sarà in grado di superare la crisi. Un'altra residente condivide questa opinione: "L'Iran vive sotto sanzioni da anni e la gente si è abituata a questa situazione. Sono sicura che l'Iran troverà altri modi per continuare a commerciare". Ammette, tuttavia, che è probabile un impatto economico, senza prevedere un collasso.
Questa nuova offensiva economica contrasta con gli impegni assunti nel memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti a giugno, che prevedeva che Washington avrebbe "posto fine a ogni tipo di sanzione" secondo un calendario concordato.
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