Karim Bouamrane conferma la sua strategia da solista per il 2027. Ospite di Sud Radio, il sindaco socialista di Saint-Ouen ha confermato che non parteciperà alle primarie della sinistra, pur ribadendo l'intenzione di rimanere in corsa fino all'inizio del prossimo anno. "Sono l'unica speranza per la sinistra", ha dichiarato.
Di fronte alla candidatura di Olivier Faure, Karim Bouamrane si rifiuta di farsi coinvolgere nella competizione interna organizzata dal Partito Socialista e da Place Publique. Ritiene le primarie troppo ristrette, troppo distanti dalle problematiche quotidiane, e critica in particolare la quota di partecipazione fissata a 15 euro. "Pagare 15 euro per avere voce in capitolo sul futuro del proprio Paese è scandaloso", ha dichiarato.
"Siamo noi il popolo, non LFI."
Il sindaco di Saint-Ouen afferma inoltre di essere in grado di riconquistare i quartieri operai. "Ottengo il 75% dei voti nei quartieri operai", dichiara, respingendo l'idea che La France Insoumise sia diventata la loro naturale rappresentante. "Siamo il popolo, siamo il Partito Socialista. Siamo il popolo, non LFI", ha insistito.
Karim Bouamrane intende quindi proseguire la sua campagna al di fuori delle primarie e valutare gli equilibri di potere a gennaio. Cita François Hollande e Bernard Cazeneuve tra le altre figure socialdemocratiche che hanno anch'esse rifiutato questo processo. Il suo piano: confrontare lo slancio dei vari contendenti in quel momento, incluso il vincitore delle primarie, e poi designare quello meglio posizionato per unire il partito.
Il politico socialista ha infine affermato che non avrebbe lasciato il suo partito nonostante i disaccordi strategici con Olivier Faure. "Non lascio il mio partito, lo combatto dall'interno", ha riassunto. E quando gli è stato chiesto se François Hollande potesse rappresentare la salvezza della sinistra, la sua risposta è stata inequivocabile: "Io sono la salvezza della sinistra".
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