Cinquant'anni sono un lungo periodo. Abbastanza lungo da vedere la Francia cambiare volto, e anche i suoi conti. Secondo una nota di François Ecalle, consulente senior onorario della Corte dei Conti e fondatore del Fipeco, la spesa pubblica non è semplicemente aumentata in euro correnti, ma ha guadagnato terreno nella ricchezza nazionale: in rapporto al PIL, è passata dal 46,2% del 1975 al 57,2% del 2025, con un incremento di 11 punti percentuali, come riportato da Le Figaro.
Questo cambiamento non è casuale. Rivela un meccanismo paziente, quasi silenzioso, in cui le prestazioni sociali assumono un ruolo di primo piano: secondo questi calcoli, esse rappresentano l'8,5% dell'aumento registrato nel periodo. Le pensioni hanno un peso significativo, spinte dall'invecchiamento della popolazione e dal crescente numero di pensionati, e la sanità segue a ruota, con la sua quota di spese strutturali e programmi sociali che, anno dopo anno, finiscono per sommarsi.
I fattori sociali, un elemento discreto ma determinante per la crescita continua
Martedì, il governo ha annunciato l'intenzione di trovare ulteriori 6 miliardi di euro di risparmi entro il 2026 nei bilanci statali e della previdenza sociale, in un contesto di crisi energetica che ha portato alla ribalta i vincoli di bilancio. Il governo pone l'accento sul controllo della spesa, ma, come il lettore può immaginare, il margine di manovra si scontra rapidamente con priorità concorrenti, tra cui la protezione sociale, le esigenze del sistema sanitario e il mantenimento dei servizi pubblici.
Un altro punto del disegno di legge riemerso è l'onere del debito. Dopo un lungo periodo di bassi tassi di interesse, l'aumento registrato dal 2022 ha incrementato il volume dei pagamenti degli interessi, poiché il governo sta rifinanziando il proprio debito. Il rapporto evidenzia anche l'ingente onere degli stipendi del settore pubblico, una spesa meno drammatica ma persistente che rappresenta un problema a lungo termine e complica qualsiasi promessa di una rapida riduzione senza aggiustamenti significativi.
Una dura realtà rimane: maggiore è la spesa pubblica, più ogni shock economico, demografico o finanziario si ripercuote sui conti pubblici e sulla vita quotidiana. Tra l'ambizione di proteggere lo Stato e la necessità di pareggiare i conti, la Francia si muove su un filo sottile, e il 2026 si preannuncia già come una prova di credibilità di bilancio, nonché un banco di prova per le scelte della società.
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