Martedì 18 agosto, i costi di finanziamento della Francia sui mercati obbligazionari sono aumentati bruscamente. Il rendimento del titolo di Stato decennale ha raggiunto il 4,10% in mattinata, un livello che non si vedeva dal novembre 2008, al culmine della crisi finanziaria globale. All'epoca, il tasso francese aveva toccato un picco di circa il 4,20%.
Questo aumento giunge in un momento in cui il debito pubblico francese rappresentava il 117% del prodotto interno lordo a luglio. Complica la preparazione del bilancio 2027, già caratterizzato dalla ricerca di risparmi e dalla mancanza di una maggioranza stabile in Parlamento. Quanto più i tassi di interesse rimarranno elevati, tanto più probabile sarà l'emissione di nuovo debito e il rinnovo dei prestiti in scadenza, con un conseguente graduale aumento dell'onere degli interessi a carico dello Stato.
I prezzi del petrolio riaccendono i timori inflazionistici
La Francia non è l'unica economia colpita da questo aumento dei rendimenti obbligazionari. Gli investitori prevedono un'inflazione persistentemente elevata a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio, alimentato dalla guerra in Medio Oriente e dalle incertezze relative allo Stretto di Hormuz. La prospettiva sempre più remota di un accordo tra Stati Uniti e Iran rafforza i timori di prolungate perturbazioni nel mercato energetico globale.
Anche i titoli di Stato francesi a 30 anni sono sotto pressione, con rendimenti che hanno raggiunto il 4,90%, il livello più alto dal 2008. Questo aumento dei rendimenti a lungo termine riflette i crescenti dubbi degli investitori sulla capacità degli Stati fortemente indebitati di gestire in modo sostenibile le proprie finanze pubbliche. Per compensare il rischio di inflazione e l'incertezza di bilancio, i creditori ora richiedono rendimenti più elevati.
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