Il 25 agosto 1270, re Luigi IX, che divenne San Luigi, morì nella sua tenda eretta vicino alle rovine di Cartagine, al termine di un'ottava crociata intrapresa tre anni prima contro il parere della maggior parte dei suoi parenti, ponendo fine a un regno durato quasi quarantaquattro anni.
Un vecchio re andò a convertire l'emiro di Tunisi
Il 25 marzo 1267, all'età di 52 anni e all'apice del suo regno, Luigi IX annunciò l'intenzione di intraprendere un'altra crociata per tentare di salvare ciò che restava degli stati franchi in Palestina. Il suo più caro amico, il signore di Joinville, si rifiutò di accompagnarlo questa volta, adducendo la necessità di proteggere la propria provincia.
Il re sbarcò finalmente il 18 luglio 1270 nei pressi di Tunisi, nella calura estiva, sperando di convertire al cristianesimo l'emiro locale, forse incoraggiato dal fratello Carlo d'Angiò, che era diventato re di Sicilia e desiderava consolidare i suoi rapporti commerciali con il Nord Africa. Le sue speranze di conversione svanirono immediatamente e iniziò l'assedio della città in attesa dei rinforzi promessi dal fratello.
Un'epidemia che si porta via il re e il figlio minore
Il caldo opprimente dell'accampamento allestito vicino alle rovine di Cartagine favorì ben presto la diffusione di un'epidemia di tifo e dissenteria tra le fila dell'esercito reale. Il re stesso ne fu colpito, così come il figlio minore, Giovanni Tristano, che morì per primo, e il figlio maggiore, Filippo, che sopravvisse alla malattia.
Luigi IX morì serenamente su un letto di cenere, dopo aver ricevuto l'estrema unzione, lasciando al figlio Filippo III il difficile compito di rimpatriare le sue spoglie nella necropoli reale di Saint-Denis. Canonizzato da papa Bonifacio VIII nel 1297, rimane tuttora l'unico re di Francia ad essere stato elevato alla santità dalla Chiesa cattolica.
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