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Da Sabini alle reti internazionali: la storia della mafia londinese

Da Sabini alle reti internazionali: la storia della mafia londinese
Da Sabini alle reti internazionali: la storia della mafia londinese

Parlare di una "mafia londinese" è una semplificazione eccessiva. A differenza della Sicilia, di Napoli o di New York, Londra non è mai stata controllata in modo permanente da un'unica organizzazione criminale con una gerarchia centrale. Il suo sottobosco criminale si è invece sviluppato attorno a bande territoriali, famiglie, squadre specializzate e alleanze temporanee. Queste strutture si sono evolute di pari passo con l'economia della capitale, passando dall'estorsione ai bookmaker e dalla gestione di locali clandestini al traffico internazionale di droga, alle frodi informatiche e al riciclaggio di denaro.

Agli inizi del XX secolo, le principali organizzazioni londinesi si contendevano il controllo degli ippodromi, dove le scommesse attiravano ingenti somme di denaro. I bookmaker pagavano gruppi criminali per assicurarsi un posto, trasportare i proventi o proteggersi dalle bande rivali. Negli anni '1920 e '1930, Charles "Darby" Sabini, proveniente da una famiglia anglo-italiana di Clerkenwell, estese la sua influenza su diversi ippodromi dell'Inghilterra meridionale. I suoi uomini si scontrarono con gruppi come i Birmingham Boys, la Hoxton Gang e la Elephant and Castle Mob, ricorrendo a intimidazioni, tagli con il rasoio, pestaggi e corruzione.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il centro di gravità della criminalità organizzata si spostò verso i locali notturni, il gioco d'azzardo illegale, la prostituzione, il riciclaggio di beni rubati e le estorsioni. Questo periodo fu dominato nell'immaginario collettivo da Ronnie e Reggie Kray, fratelli gemelli dell'East End a capo della "Firma". Dietro i loro stretti legami con celebrità, pugili e politici si celava un'organizzazione violenta basata sull'estorsione e sul controllo dei locali notturni. La loro condanna all'ergastolo nel 1969 pose fine al loro potere, ma contribuì anche a trasformare i due fratelli in figure quasi mitiche.

A sud del Tamigi, i fratelli Charlie ed Eddie Richardson avevano sviluppato un'organizzazione rivale basata sul commercio di rottami metallici. La loro rete investiva in club, slot machine, sicurezza privata e varie attività clandestine. La rivalità con i fratelli Kray portò a diversi scontri mortali a metà degli anni '1960. I Richardson ricevettero pesanti condanne al processo per tortura del 1967, mentre Eddie Richardson fu condannato nuovamente nel 1990 in un caso legato al traffico di cannabis e cocaina. Questi processi segnarono il declino delle grandi e visibili imprese familiari che avevano dominato il dopoguerra.

Un crimine che è diventato globale e molto meno visibile

A partire dagli anni Ottanta, la globalizzazione ha trasformato profondamente la malavita londinese. La crescita del traffico di cocaina, l'apertura dei mercati finanziari e la maggiore circolazione dei capitali hanno favorito la nascita di reti transnazionali. Gruppi britannici hanno collaborato con organizzazioni con sede in Europa, nei Balcani, in Turchia, in Medio Oriente, in Africa occidentale e in America Latina. Londra è diventata contemporaneamente un importante mercato per gli stupefacenti, un centro logistico e un attraente polo finanziario per occultare o riciclare proventi illeciti.

Le organizzazioni criminali moderne non assomigliano più necessariamente alle famiglie criminali degli anni '1960. Possono riunire importatori, trasportatori, riciclatori di denaro, intermediari di dati e sicari che non si conoscono direttamente. Telefoni criptati, social media, società di comodo e criptovalute hanno facilitato questa frammentazione. La National Crime Agency sottolinea che i gruppi criminali stanno diversificando rapidamente i loro metodi e ora fanno ampio uso delle piattaforme digitali per identificare le vittime, reclutare complici o vendere beni rubati. Le frodi da sole rappresentano circa il 41% dei reati denunciati in Inghilterra e Galles, con un costo annuo stimato di 6,8 miliardi di sterline.

I dati della polizia rivelano la portata di questo ecosistema senza però permetterci di parlare di una singola mafia. Nel 2024, la Metropolitan Police ha identificato 239 gruppi criminali organizzati attivi a Londra utilizzando il suo strumento di mappatura specializzato. Un'altra risposta ufficiale ha contato 102 bande attive, le due cifre corrispondenti a definizioni e criteri differenti. Una banda locale coinvolta nella violenza di strada non è necessariamente classificata allo stesso modo di una rete internazionale specializzata nel traffico di droga, nella tratta di esseri umani o nei reati finanziari.

La mafia londinese contemporanea è dunque meno un impero e più un mercato criminale interconnesso. Vecchi personaggi come i Kray rimangono presenti in film, libri e attrazioni turistiche, ma offrono un'immagine della realtà superata e talvolta romanzata. Oggi, al contrario, le organizzazioni più pericolose cercano di rimanere invisibili, di esternalizzare la violenza e di infiltrarsi nell'economia legale. La storia della criminalità organizzata londinese racconta quindi la transizione da un mondo di territori, club e famiglie ben definiti a un sistema internazionale basato su finanza, tecnologia e cooperazione tra gruppi specializzati.

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