Il 19 agosto 1239, re Luigi IX entrò a Parigi al termine di una solenne processione, a piedi nudi e vestito con una semplice tunica da penitente, portando la corona di spine che aveva appena ricevuto dall'imperatore latino di Costantinopoli, prima di deporla nella cappella del palazzo reale.
Un tesoro scambiato per metà del bilancio annuale del regno
In gravi difficoltà finanziarie, l'imperatore latino d'Oriente, Baldovino II di Courtenay, aveva impegnato la preziosa reliquia presso i banchieri veneziani prima di offrirla in vendita al giovane re di Francia. Luigi IX accettò, pagando una somma colossale stimata intorno alle 135.000 lire, circa la metà del bilancio annuale del Regno di Francia in quel periodo: una scelta che testimonia la sua sincera pietà tanto quanto il suo desiderio di fare di Parigi una nuova Gerusalemme.
La reliquia, accompagnata da altri ventuno reperti legati alla Passione di Cristo, fu ricevuta per la prima volta il 10 agosto 1239 a Villeneuve-l'Archevêque, in Borgogna, dove le cronache riportano la presenza di una grande folla accorsa per rendere omaggio al suo passaggio.
Un gesto di umiltà che diede vita alla Sainte-Chapelle
A soli venticinque anni, Luigi IX abbandonò gli abiti regali per indossare una semplice tunica da penitente, e fu con l'aiuto del fratello che portò personalmente la reliquia alla cattedrale di Notre-Dame a Parigi, la cui costruzione era stata appena completata. Per offrire una cornice degna a questo tesoro, il re commissionò poi la costruzione della Sainte-Chapelle, completata in soli sei anni e consacrata nel 1248.
Custodita oggi nel tesoro di Notre-Dame de Paris dopo essere sopravvissuta alla Rivoluzione francese e al Concordato del 1801, la corona di spine rimane, otto secoli dopo, una delle reliquie cristiane più venerate al mondo.
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