A partire da questo autunno, dieci milioni di studenti, dalla scuola dell'infanzia all'ultimo anno delle superiori, dovranno rispondere a nuove domande sulla violenza di genere e sessuale. Queste domande saranno incluse nel questionario annuale sul bullismo scolastico. Inizialmente il sistema sarà anonimo, ma ogni bambino potrà fornire il proprio nome se desidera incontrare un adulto di fiducia e segnalare una situazione personale.
Questo provvedimento arriva dieci mesi dopo le rivelazioni di abusi sessuali nei programmi extrascolastici parigini, che hanno portato alla sospensione di decine di animatori. Il Ministro dell'Istruzione Édouard Geffray ritiene che i risultati potrebbero essere "rivoluzionari", sottolineando che un bambino su dieci in Francia è vittima di violenza sessuale. Il Ministero dell'Istruzione aveva già segnalato 88.000 casi preoccupanti di violenza o negligenza genitoriale l'anno precedente.
Un sistema che obbliga lo Stato a prepararsi per il futuro
Il questionario deve essere sviluppato in collaborazione con il personale scolastico, le associazioni dei genitori e un comitato di esperti, tra cui psichiatri infantili. La sfida sarà quella di formulare domande appropriate all'età degli studenti e di formare gli adulti che probabilmente riceveranno le loro segnalazioni. Si sta anche valutando la possibilità di creare un database nazionale con l'elenco delle persone a cui è vietato l'accesso agli istituti scolastici, mentre è stato nominato un assistente del difensore civico per sovrintendere alla tutela dei minori.
I primi risultati sono attesi per novembre e potrebbero rivelare un numero significativo di situazioni finora sconosciute. Il successo del sistema dipenderà quindi non solo dal questionario, ma anche dalla capacità dei servizi scolastici, sociali e giudiziari di rispondere tempestivamente alle segnalazioni. Dando voce in capitolo agli studenti, il governo rischia di mettere in luce le lacune del sistema, ma soprattutto deve dimostrare di disporre delle risorse necessarie per proteggere e sostenere le vittime.
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