Il massiccio afflusso di decine di migliaia di marocchini nell'enclave spagnola di Ceuta il 30 luglio ha dato origine a un'ondata di disinformazione orchestrata dai movimenti di estrema destra del continente.
Impressionanti video girati durante la crisi migratoria a Ceuta sono circolati ampiamente sui social media, ma non sempre nel loro contesto originale. Esponenti dell'estrema destra europea li hanno strumentalizzati per promuovere due narrazioni distinte: una di una cospirazione orchestrata dalle autorità marocchine e l'altra di un'ondata di violenza perpetrata dai migranti all'interno dell'enclave stessa.
Queste manipolazioni riguardano immagini reali, catturate durante l'arrivo di decine di migliaia di marocchini il 30 luglio. È proprio la loro natura spettacolare a renderle suscettibili di manipolazione: estrapolate dal contesto, possono dare credito a scenari non supportati dai fatti.
L'appropriazione di tali immagini da parte di movimenti radicali non è un fenomeno nuovo, ma la portata di questo episodio migratorio gli ha conferito una risonanza particolare. I contenuti riutilizzati hanno alimentato narrazioni già consolidate, trovando rapida diffusione negli spazi digitali dove la verifica delle fonti rimane rara.
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