La conferenza sul clima COP17, incentrata sulla desertificazione, entra nella sua seconda settimana in Mongolia, con i negoziati che si spostano ora sul piano politico. Barbara Pompili, capo della delegazione francese, critica la posizione degli Stati Uniti nei colloqui.
Barbara Pompili, ambasciatrice francese per l'ambiente, non usa mezzi termini. Durante la seconda settimana della COP17 sulla desertificazione, tenutasi in Mongolia, ha denunciato il comportamento di Washington nei negoziati: "Gli Stati Uniti stanno creando ostacoli su molte questioni".
La conferenza, che riunisce gli Stati parte della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, sta entrando ora nella sfera politica, dopo una prima settimana dedicata ai lavori tecnici. È in questa fase che le posizioni delle grandi potenze hanno il maggiore impatto sull'esito dei negoziati.
Pompili, a capo della delegazione francese a questa COP, è intervenuto il 25 agosto 2026 per fornire un aggiornamento sulle questioni chiave della conferenza e sui rischi di una situazione di stallo. La desertificazione colpisce quasi un terzo delle terre emerse e minaccia centinaia di milioni di persone, in particolare nelle regioni aride dell'Africa, dell'Asia centrale e dell'America Latina.
La posizione americana, così come descritta dal capo della delegazione francese, rischia di complicare l'adozione di testi ambiziosi prima della chiusura della conferenza.
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