Il 23 luglio, un ex pilota di caccia della marina francese è stato formalmente incriminato per diversi reati contro la sicurezza nazionale, tra cui collusione con una potenza straniera, raccolta e trasmissione di informazioni riguardanti gli interessi fondamentali del Paese e divulgazione di segreti di difesa nazionale. Inizialmente detenuto in attesa dell'udienza, è stato rilasciato sotto sorveglianza giudiziaria. L'indagine, ora condotta da un giudice istruttore, si concentra sui suoi presunti legami con la Cina.
Il caso ha avuto origine da una segnalazione presentata dal Ministero delle Forze Armate nel febbraio 2025. Tale segnalazione indicava sospetti di attività incompatibili con gli obblighi dell'individuo in quanto ex membro delle forze armate, menzionando anche possibili reati relativi a violazioni degli ordini, svolgimento di più impieghi e riciclaggio di denaro proveniente da frode fiscale. L'indagine è stata affidata alla Direzione Generale per la Sicurezza Interna (DGSI).
I viaggi in Cina al centro dell'inchiesta
Gli inquirenti sono particolarmente interessati ad alcuni viaggi in Cina effettuati nel 2018 e nel 2019, periodo in cui l'individuo prestava ancora servizio nelle forze armate francesi. Secondo l'inchiesta, questi viaggi sarebbero stati intrapresi senza informare i superiori, in violazione dei regolamenti militari. L'uomo sarebbe stato pagato per queste missioni da una società con sede in Sudafrica.
L'ex pilota nega qualsiasi attività di spionaggio. Afferma di aver partecipato solo a due seminari della durata di pochi giorni e sostiene di non essere mai tornato in Cina dopo il suo secondo viaggio. Noto al pubblico per il suo canale YouTube con oltre 560.000 iscritti, rimane presunto innocente. L'inchiesta dovrà ora stabilire se le presunte azioni costituiscano una collaborazione illegale con una potenza straniera o attività legittime.
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