SALUTE

Un vaccino a mRNA contro il melanoma riduce le recidive in uno studio di fase III

Un vaccino a mRNA contro il melanoma riduce le recidive in uno studio di fase III
Un vaccino a mRNA contro il melanoma riduce le recidive in uno studio di fase III

Moderna e Merck hanno annunciato risultati positivi per il loro vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma, Intismeran. È la prima volta che un trattamento di questo tipo raggiunge i suoi obiettivi in ​​una sperimentazione clinica di fase avanzata.

L'annuncio ha fatto schizzare alle stelle il prezzo delle azioni di Moderna, con un aumento del 160% durante la giornata di contrattazione. Le due società hanno rivelato mercoledì che il loro vaccino Intismeran ha raggiunto i due obiettivi primari della sperimentazione di Fase III: ridurre il rischio di recidiva e prevenire la diffusione del tumore nei pazienti affetti da melanoma ad alto rischio.

I risultati completi dello studio non sono ancora stati pubblicati. Moderna ha indicato che saranno presentati a una prossima conferenza medica. Il vaccino è stato testato in combinazione con Keytruda, un farmaco immunoterapico commercializzato da Merck.

Il principio si basa su un elevato grado di personalizzazione: il trattamento mira alle mutazioni specifiche presenti nelle cellule tumorali di ciascun paziente, al fine di addestrare il suo sistema immunitario a riconoscerle e distruggerle. Approcci simili sono in fase di studio per altri tipi di cancro, tra cui quello al polmone, al seno e al pancreas.

Stephen Hoge, presidente di Moderna, ha stimato che migliaia di pazienti sottoposti a intervento chirurgico per melanoma ad alto rischio potrebbero beneficiare del vaccino già a partire dal prossimo anno, previa approvazione normativa. Secondo il National Cancer Institute statunitense, nel 2023 negli Stati Uniti convivevano oltre 1,5 milioni di persone affette da melanoma. Merck ha dichiarato che le due aziende sono già in trattative con le autorità sanitarie.

Questi annunci giungono mentre l'amministrazione Trump ha tagliato i finanziamenti per la ricerca sui vaccini a mRNA. Studi precedenti avevano già suggerito che questa tecnologia potrebbe aiutare il sistema immunitario a identificare e attaccare le cellule tumorali, sia nei topi che nelle analisi di cartelle cliniche umane.

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