Ieri, 16 settembre, il Tribunale penale di Perpignan ha emesso la sentenza in un caso che aveva suscitato polemiche a Le Barcarès quest'estate. Quattro dipendenti della discoteca La Marina è comparso per sequestro di persona, sequestro di persona, violenza ed estorsione ai danni di un uomo di 22 anni, aggredito lo scorso luglio tra Le Barcarès e Opoul. Secondo la vittima, rappresentata ma assente all'udienza, è stato attirato in un'imboscata, costretto a salire a bordo di un veicolo, portato in un campo, picchiato – con calci al volto e alle parti intime – e poi derubato del telefono e dei vestiti. Trovato a vagare nudo sul ciglio della strada, è stato arrestato dalla polizia.
Una “lezione” che degenera
In tribunale, gli imputati hanno respinto l'accusa di premeditazione. Hanno spiegato di voler "dare una lezione" al giovane, accusato di molestie, ricatto legato a una relazione a pagamento e persino minacce di morte nei confronti della figlia di uno di loro. Tutti hanno negato di aver picchiato la vittima o di aver teso una trappola. Il pubblico ministero aveva chiesto pene detentive con mandato di arresto immediato, ricordando che "non si fa giustizia da soli".
Pene che possono essere ridotte
Il tribunale ha infine escluso la premeditazione e ha imposto pene più lievi, da dieci mesi con la condizionale a quindici mesi, cinque dei quali con la condizionale. Le pene fisse, modificabili, dovrebbero comportare il monitoraggio con un braccialetto elettronico. Ai quattro condannati è inoltre vietato il possesso di armi per cinque anni. Si è trattato di una sentenza più clemente rispetto alle richieste dell'accusa, ma che iscriverà definitivamente questa oscura vicenda negli annali della vita notturna di Barcarès.