Una coalizione di circa venti stati a maggioranza democratica ha intentato una causa per bloccare l'attuazione del decreto presidenziale che limita l'uso del voto per corrispondenza, pochi giorni dopo che la Corte Suprema ha revocato un'ingiunzione iniziale che ne sospendeva parzialmente l'esecuzione.
Si moltiplicano le contestazioni legali contro la politica dell'amministrazione Trump sul voto per corrispondenza. Circa venti stati hanno intentato causa per impedire al servizio postale statunitense di attuare l'ordine presidenziale, che mira a regolamentare in modo più rigoroso il voto per corrispondenza.
Questa azione legale collettiva giunge in un momento particolarmente delicato: la Corte Suprema aveva appena revocato uno dei provvedimenti cautelari che bloccavano parte del decreto, aprendo la strada alla sua parziale attuazione. Gli stati ricorrenti intendono ottenere un'ulteriore sospensione tramite ricorso in tribunale prima che le disposizioni contestate entrino in vigore.
Tra le altre notizie, un altro evento ha segnato la giornata di martedì: un attacco militare statunitense nei Caraibi ha causato la morte di quattro persone a bordo di un'imbarcazione sospettata di traffico di droga. Il Comando Meridionale degli Stati Uniti (SOUTHCOM) ha confermato l'operazione in un messaggio pubblicato sulla rete X, specificando che l'imbarcazione colpita "operava lungo le rotte consolidate del traffico di droga nei Caraibi".
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