Il progetto di legge sulla trasparenza salariale sarà presentato al Consiglio dei Ministri il 9 settembre, come annunciato dal Ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou. Il testo mira a recepire una direttiva europea adottata nel 2023, volta a rafforzare la parità retributiva tra donne e uomini. Questo annuncio, fatto davanti ai membri del sindacato CFDT, era atteso da diversi mesi dalle organizzazioni sindacali.
La Francia avrebbe dovuto inizialmente recepire questa direttiva entro il 7 giugno 2026, ma i disaccordi tra sindacati e datori di lavoro, unitamente ai numerosi impegni parlamentari, ne hanno ritardato l'adozione. Il governo spera ora di approvare la legge prima delle elezioni presidenziali del 2027. Anche diversi altri paesi europei sono in ritardo nell'attuazione di questi nuovi obblighi.
I dipendenti potranno confrontare i livelli salariali
La direttiva prevede, in particolare, che gli annunci di lavoro includano una fascia salariale. Ciò consentirà ai candidati di conoscere il livello retributivo proposto prima di un colloquio o di una decisione di assunzione. I datori di lavoro avranno inoltre il diritto di richiedere informazioni sulle retribuzioni medie corrisposte a persone che svolgono un lavoro di "pari valore", distinguendo tra uomini e donne.
Le aziende dovranno giustificare discrepanze significative non basate su criteri oggettivi e potrebbero essere sanzionate in caso di discriminazione. La proposta francese deve ancora specificare le soglie, le procedure di monitoraggio e le sanzioni applicabili. Presentata come strumento per combattere la disuguaglianza, questa trasparenza rischia tuttavia di creare tensioni all'interno delle aziende se non è accompagnata da una revisione coerente delle scale salariali.
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