Figura di spicco del fotogiornalismo francese, Jacques Boissay è morto martedì all'età di 88 anni a Neuilly-sur-Seine, ha riferito la sua famiglia all'AFP. Noto per aver seguito Charles de Gaulle per France-Soir negli anni '1960, lascia anche oltre mezzo secolo di lavoro e migliaia di immagini pubblicate in Francia e all'estero, secondo i suoi familiari.
Da “Ti ho capito” ai tour in provincia
Il suo primo incontro con la storia risale al giugno del 1958: mentre lavorava per il Servizio Cinematografico dell'Esercito, fotografò de Gaulle in Algeria, proprio nel momento in cui il Primo Ministro pronunciò il celebre "Ti ho capito". L'anno successivo entrò a far parte di France-Soir, il futuro gigante della stampa popolare guidato da Pierre Lazareff, e scalò i ranghi fino a diventare capo del dipartimento fotografico. Durante i viaggi ufficiali, catturò il Capo dello Stato su pellicola, sia all'Eliseo che in viaggio, fino alla fine della presidenza di de Gaulle nel 1969.
Una prospettiva di prima mano, ben lontana dall’etichetta di “fotografo di De Gaulle”
Nel 2011 ha pubblicato *De Gaulle en campagne* (De Gaulle in campagna elettorale), un libro che raccoglie queste scene dal punto di vista della gente comune francese. Intervistato nel 2015 da *Le Parisien* durante una mostra, ha raccontato, tra le altre cose, di un picnic a Colombey-les-Deux-Églises preparato da Yvonne de Gaulle, interrotto da un contadino che li ha presi in giro, scambiandoli per parigini, senza riconoscerli. Lungi dal voler essere definito da un singolo soggetto, Jacques Boissay ha sottolineato nella stessa intervista di aver frequentato "tutti e tutti" nella vita politica francese. Dopo *France-Soir*, è passato a *Le Nouvel Économiste* nel 1976, per poi concludere la sua carriera nella comunicazione per Générale des Eaux, che in seguito sarebbe diventata Veolia.