In Francia è consentito l'utilizzo della genealogia genetica nelle indagini penali.
In Francia è consentito l'utilizzo della genealogia genetica nelle indagini penali.

Questa settimana il Parlamento francese ha approvato in via definitiva una legge che autorizza gli inquirenti a consultare i database di aziende private che offrono test genetici a scopo ricreativo. Questo metodo è già stato utilizzato al di fuori della legge per arrestare un violentatore seriale.

Il caso del "Predatore della foresta" ha messo in luce i limiti del sistema giudiziario francese. Quest'uomo, identificato come Bruno Llambrich Gonzalvo, aveva commesso almeno cinque stupri tra il 1998 e il 2008. Gli inquirenti erano in possesso del suo DNA fin dall'inizio, ma non avevano alcun mezzo legale per rintracciarlo. Fu grazie alla genealogia genetica, un metodo importato dagli Stati Uniti, che l'unità specializzata nei casi irrisolti riuscì finalmente a identificarlo e ad arrestarlo nel 2022. Confessò i crimini prima di suicidarsi nella sua cella nel marzo 2024, senza mai essere stato processato.

Per raggiungere questo scopo, la polizia ha ignorato la legislazione europea sulla protezione dei dati personali, che regola rigorosamente l'uso dei test del DNA a scopo ricreativo. Questi test, commercializzati da aziende private, consentono a milioni di persone di risalire alle proprie origini o di identificare i familiari. I relativi database costituiscono un potente strumento per gli inquirenti, a patto che vi abbiano accesso.

Il disegno di legge sulla giustizia penale, discusso all'Assemblea nazionale e poi definitivamente approvato dal Parlamento il 9 luglio, compie questo passo. Il testo autorizza ora l'uso di questi metodi nelle indagini penali, aprendo la strada alla consultazione ufficiale di questi database privati.

L'opposizione è feroce a sinistra. Più di 120 parlamentari hanno contestato il disegno di legge, e anche la Commissione consultiva nazionale per i diritti umani si oppone. Le loro argomentazioni convergono: "Le persone che si sono sottoposte a un test del DNA per divertimento non hanno acconsentito all'utilizzo dei propri dati nel sistema giudiziario". Il 13 luglio, questi parlamentari hanno avviato un procedimento per impugnare la legge, il cui esito rimane incerto a causa dell'incompletezza delle fonti disponibili.

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