La crisi che circonda Miss Israele 2026 ha assunto una nuova dimensione il 1° luglio 2026. Melanie Shiraz, Miss Universo Israele 2025, afferma che tutto ciò che aveva denunciato, in particolare nell'intervistaLe accuse riguardanti l'organizzazione di Miss Israele e il suo direttore, Edgar Saakyan, stanno trovando conferma. Al centro di queste accuse: un processo di selezione predeterminato, presentato al pubblico come un concorso autentico.
Un vincitore designato in anticipo
Melanie Shiraz sostiene che l'organizzazione fosse stata concepita per incoronare una candidata predeterminata anziché indire un'autentica competizione nazionale. Secondo le sue accuse, il processo sarebbe stato truccato per dare l'apparenza di una gara trasparente, mentre l'esito era già stato deciso internamente. Afferma che questa farsa sia stata perpetrata a danno delle altre candidate e delle donne israeliane che credevano di partecipare a un processo di selezione equo.
Danielle Yablonka al centro dello scandalo
Il nome proposto da Melanie Shiraz è quello di Danielle Yablonka. Candidata nel 2025, Yablonka si è classificata seconda dietro a Melanie Shiraz al concorso di Miss Universo Israele 2025, svoltosi in Florida. Shiraz ora afferma che Yablonka avrebbe dovuto essere incoronata Miss Universo Israele 2026 il 1° luglio, senza che il pubblico fosse informato della presunta natura predeterminata della decisione.
Nella sua dichiarazione, Melanie Shiraz accusa Yablonka di aver partecipato volontariamente a quello che definisce un inganno pubblico. Ritiene che questa situazione danneggi non solo gli altri candidati, ma anche la credibilità di una piattaforma che dovrebbe rappresentare Israele.
Edgar Saakyan ha preso di mira direttamente
Melanie Shiraz ha preso di mira anche Edgar Saakyan, socio dirigente di Edgar Entertainment e dell'organizzazione di Miss Israele. Lo accusa di aver gestito un processo non etico, di aver maltrattato le donne all'interno dell'organizzazione e di aver agito contro gli interessi di Israele e del popolo ebraico. Afferma di aver subito personalmente abusi da parte sua in diverse occasioni durante il suo mandato. Melanie Shiraz denuncia inoltre pressioni, minacce, intimidazioni, richieste finanziarie contestate e tentativi di controllare la sua immagine pubblica durante il suo anno di regno.
Una controversia sulla legittimità della competizione
Il caso solleva anche la questione della rappresentanza nazionale. Melanie Shiraz afferma che alcune delle candidate preselezionate non erano cittadine israeliane al momento dell'iscrizione al concorso. L'organizzazione, dal canto suo, ha difeso un'estensione temporanea dei requisiti di ammissibilità alle donne ebree della diaspora, presentata come gesto di solidarietà con Israele dopo il 7 ottobre.
Per Melanie Shiraz, questa spiegazione è insufficiente. Crede che il titolo di Miss Israele debba innanzitutto rappresentare le donne israeliane, le loro esperienze, le loro voci e il loro legame diretto con il Paese. Secondo lei, permettere che un processo opaco predetermini la rappresentante di Israele priva la corona di legittimità.