POLITIQUE

Eric Ciotti intraprende un'azione legale dopo che una canzone rap fa riferimento a Mohammed Merah e al Bataclan.

Eric Ciotti intraprende un'azione legale dopo che una canzone rap fa riferimento a Mohammed Merah e al Bataclan.
Eric Ciotti intraprende un'azione legale dopo che una canzone rap fa riferimento a Mohammed Merah e al Bataclan.

Il sindaco di Nizza, Éric Ciotti, ha deciso di sporgere denuncia alla procura dopo la pubblicazione di un brano rap che, a suo avviso, costituisce un'implicita approvazione del terrorismo e una minaccia nei suoi confronti. Il brano, intitolato MRH, esplicito riferimento al terrorista Mohammed Merah, è interpretato dal rapper Boro700, che appare costantemente mascherato sui suoi profili social.

Il brano, già ampiamente diffuso sulle piattaforme di streaming, contiene numerosi riferimenti agli attentati islamisti che hanno colpito la Francia, nonché testi che prendono di mira direttamente diverse figure politiche, tra cui Éric Ciotti e Christian Estrosi.

Tra i passaggi più controversi figurano i riferimenti al Bataclan, a Mohammed Merah e a Salah Abdeslam. Il testo contiene inoltre commenti offensivi e minacce esplicite nei confronti dei due funzionari eletti di Nizza, nonché riferimenti ad Adolf Hitler.

In risposta a tali dichiarazioni, Éric Ciotti ha presentato una denuncia alla procura. Nella sua lettera, sostiene che la diffusione di tali contenuti mina gravemente la memoria delle vittime del terrorismo, contribuisce a banalizzare atti di estrema violenza e alimenta un clima di intimidazione nei confronti dei funzionari pubblici.

Il presidente dell'UDR sottolinea inoltre che i ripetuti riferimenti ad autori di attentati terroristici e a figure storiche del nazismo vanno oltre la mera provocazione artistica e sollevano questioni di natura penale.

Parallelamente a questa azione legale, Éric Ciotti ha contattato anche il Ministro dell'Interno. In una seconda lettera, ha definito il rapper un "incitatore all'odio" e ha sollecitato le autorità ad agire. Ha ribadito che, sebbene la libertà di espressione sia un principio fondamentale, a suo avviso non può comprendere l'esaltazione del terrorismo, gli incitamenti alla violenza o le minacce contro i pubblici ufficiali.

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