Criptovalute: Emmanuel Macron mette in guardia contro la complicità di fatto con le reti terroristiche
Criptovalute: Emmanuel Macron mette in guardia contro la complicità di fatto con le reti terroristiche

Riuniti a Parigi per la quinta conferenza internazionale "No Money for Terror", organizzata a margine della riunione finanziaria del G7, Emmanuel Macron Nel suo discorso conclusivo, si è concentrato sui rischi che l'ascesa delle criptovalute pone alla sicurezza globale. Sottolineando l'intrinseco anonimato di questi asset digitali, che "alimentano l'opacità e possono quindi essere oggetto di abusi", ha esortato gli Stati a regolamentare questo settore prima che diventi un rifugio finanziario per gruppi criminali e jihadisti. "Non permettiamo che le criptovalute creino opportunità per criminali e terroristi", ha sottolineato, ricordando che il mondo ha già pagato un prezzo elevato per un sistema finanziario non regolamentato e deve imparare dai suoi errori.

Il tono del discorso si è inasprito quando il presidente ha adottato una formulazione volutamente schietta: tollerare un continente finanziario completamente privo di qualsiasi controllo equivarrebbe, a suo avviso, a essere "complice di attività terroristiche" o "criminalità organizzata". Questo avvertimento era rivolto tanto ai suoi partner del G7 quanto agli operatori del settore delle criptovalute, in un contesto in cui diverse indagini internazionali hanno evidenziato l'uso diffuso dei portafogli digitali per finanziare attacchi o riciclare fondi provenienti dal traffico di droga.

Tre progetti per arginare i flussi illeciti

Macron ha strutturato il suo discorso attorno a tre priorità. La prima è proprio la regolamentazione delle criptovalute. La seconda riguarda le "interazioni chiaramente identificate" tra terrorismo e criminalità organizzata, che, a suo dire, richiedono la "costruzione di una nuova cooperazione" attraverso l'abbattimento degli "approcci a compartimenti stagni" che troppo spesso compartimentano ancora i servizi segreti e le unità antiriciclaggio.

La terza priorità riguarda la ripresa economica dei territori liberati dal controllo jihadista. Citando il Sahel come esempio, ha sostenuto che ogni vittoria militare contro un gruppo terroristico rimane fragile se non è seguita da una tangibile ripresa economica: senza la prospettiva di un'occupazione o di una normalizzazione amministrativa, le popolazioni tornano alle reti informali che questi gruppi offrono come unica alternativa. Questa è la prima edizione di questa conferenza dopo quella del 2018, anch'essa organizzata a Parigi su sua iniziativa.

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