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Tragedia in una grotta sottomarina alle Maldive: l'ipotesi dell'effetto Venturi viene esaminata dopo la morte di cinque italiani.

Proseguono le indagini sulla morte di cinque italiani in una grotta sottomarina alle Maldive. Al momento non è possibile trarre conclusioni definitive. Sono ancora necessari i filmati della GoPro, l'analisi dei computer subacquei, delle bombole, degli erogatori e di altre attrezzature per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi che hanno portato all'incidente.

Tra le possibili spiegazioni tecniche discusse, un'ipotesi spicca su tutte: quella dell'effetto Venturi all'interno della rete di grotte. Questo fenomeno fisico potrebbe, in determinate condizioni, trasformare una corrente moderata in un flusso molto più potente, capace di destabilizzare i subacquei, soprattutto in un ambiente chiuso, profondo e complesso.

Un fenomeno fisico semplice, ma potenzialmente formidabile.

L'effetto Venturi si verifica quando un fluido scorre attraverso un passaggio che si restringe. In questo caso, il fluido è acqua di mare. Quando l'acqua entra in un'area più stretta, ha meno spazio per scorrere. Per continuare a scorrere, accelera. Questo aumento di velocità è accompagnato da una diminuzione della pressione nell'area ristretta. Il risultato può essere una corrente localizzata, rapida, a volte violenta, paragonabile a un getto.

In mare aperto, questo tipo di accelerazione può già cogliere di sorpresa un subacqueo. In una grotta sottomarina, il pericolo è maggiore: le pareti rocciose impediscono qualsiasi via di fuga immediata, la visibilità può deteriorarsi rapidamente e i subacquei spesso devono muoversi attraverso stretti passaggi con attrezzature pesanti.

Perché una grotta può amplificare il pericolo

Una rete di grotte sottomarine non è uno spazio uniforme. È composta da camere, tunnel, fessure, passaggi e restringimenti. L'acqua può circolare al suo interno in modo irregolare, a seconda della marea, della pressione, della topografia e della forma dei passaggi.

In alcune zone, un'ampia cavità può aprirsi in un passaggio molto più stretto. Se un volume significativo d'acqua viene forzato attraverso questo spazio ristretto, la corrente può accelerare improvvisamente. Anche una modesta costrizione può essere sufficiente a creare un flusso difficile da prevedere. Per i subacquei impegnati nell'esplorazione sotterranea, questo fenomeno può causare perdita di controllo, deriva involontaria, difficoltà a invertire la rotta o un rapido aumento dello sforzo fisico.

Una combinazione di rischi particolarmente critica

L'effetto Venturi, se confermato, non sarebbe necessariamente sufficiente da solo a spiegare la tragedia. In questo tipo di incidente, diversi fattori possono combinarsi. Una corrente più forte del previsto può costringere i subacquei a lottare per mantenere la posizione. Questa lotta aumenta il consumo di gas. Più intenso è lo sforzo, più rapida diventa la respirazione. A grandi profondità, questo consumo eccessivo diventa un fattore di rischio importante.

La situazione può peggiorare se la visibilità diminuisce. In una grotta, una pinnata, il contatto con le pareti o una forte corrente possono smuovere i sedimenti. In pochi secondi, un passaggio chiaramente visibile può diventare quasi opaco. I subacquei devono quindi orientarsi con il tatto, seguire una cima di sicurezza e gestire lo stress, il tutto monitorando la riserva d'aria.

Il possibile ruolo dei passaggi stretti

L'ipotesi in esame si basa in particolare sulla possibile presenza di una o più strozzature tra le diverse camere della grotta. Queste zone sono particolarmente sensibili perché concentrano il flusso d'acqua. Se i subacquei si fossero trovati in prossimità di un passaggio in cui la corrente accelerava improvvisamente, avrebbero potuto essere spinti, perdere l'equilibrio o rallentare. In un ambiente profondo, buio e chiuso, anche una semplice perdita di stabilità può rivelarsi fatale.

Il pericolo aumenta ulteriormente quando più sommozzatori operano nella stessa area. Un incidente che coinvolge uno di loro può destabilizzare l'intero gruppo: rallentamento, perdita di visibilità, aumento del consumo di gas, difficoltà di comunicazione e necessità di gestire i soccorsi in uno spazio ristretto.

Sono attesi dati tecnici cruciali

Gli elementi più importanti saranno le registrazioni e le attrezzature recuperate. Le riprese GoPro potrebbero mostrare la visibilità, la configurazione del passaggio, il comportamento dell'acqua, la posizione dei subacquei e qualsiasi segno di difficoltà. Anche i computer subacquei possono fornire dati essenziali: profondità, tempo di immersione, velocità di risalita e discesa, eventuali soste di decompressione, tempo trascorso in aree specifiche e profili individuali dei subacquei. L'analisi delle bombole e degli erogatori permetterà di verificare il consumo di gas, le condizioni delle attrezzature e qualsiasi malfunzionamento. Questi elementi saranno cruciali per distinguere un'ipotesi plausibile da una spiegazione confermata.

Un incidente che serve a ricordare le estreme difficoltà dell'immersione in grotta.

L'immersione in grotta è tra le discipline più tecniche e rischiose. Lascia pochissimo spazio all'improvvisazione. A differenza delle immersioni convenzionali, non è sempre possibile risalire direttamente in superficie. Ogni decisione dipende dal percorso, dalla visibilità, dalla quantità di gas disponibile, dalla profondità, dalle correnti e dalla capacità del gruppo di rimanere coordinato. Nella tragedia delle Maldive, l'ipotesi dell'effetto Venturi ha messo in luce un pericolo spesso sottovalutato: in una grotta, l'acqua non circola sempre lentamente e in modo prevedibile. Può essere canalizzata, compressa e accelerata dalla roccia stessa. È proprio questo meccanismo invisibile che avrebbe potuto trasformare un passaggio sottomarino in una trappola mortale…

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