A tre settimane dall'omicidio della undicenne Lyhanna, il caso continua a scuotere i più alti livelli del governo. Intervenendo lunedì sera al telegiornale delle 20:11 di TF1, il Ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha annunciato l'apertura di un'inchiesta amministrativa nei confronti del vice procuratore di Auch, a seguito della pubblicazione di un rapporto che evidenzia gravi lacune nella gestione di diverse denunce riguardanti Jérôme Barella, il principale sospettato.
Secondo quanto emerso dalle indagini del Ministero della Giustizia e della Gendarmeria, la denuncia presentata nell'agosto del 2025 dalla madre di una bambina di 11 anni, che accusava Jérôme Barella di molteplici stupri, non è mai stata trattata con priorità. Nonostante la gravità dei reati contestati e le numerose segnalazioni precedenti, prima della tragedia non era stato effettuato alcun interrogatorio del sospettato né erano state adottate misure coercitive.
Il Ministro della Giustizia ha riconosciuto "gravissime carenze" e "condotta professionale scorretta" non dovute a mancanza di risorse, bensì a errore umano. Gérald Darmanin ha manifestato l'intenzione di imporre "sanzioni commisurate alle gravi mancanze riscontrate" al magistrato in questione. In attesa dell'esito del procedimento disciplinare, al magistrato sarà vietato trattare casi riguardanti minori o svolgere indagini.
Questo caso ha inoltre indotto il Ministero dell'Interno ad avviare un'inchiesta interna sull'operato dei gendarmi coinvolti nella gestione della denuncia. Gérald Darmanin ha ora ribadito la sua intenzione di rivedere le procedure per la gestione dei casi di violenza sessuale contro i minori e ha affermato che ci sarà "un prima e un dopo Lyhanna" nel funzionamento del sistema giudiziario e dei servizi investigativi.
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