Triphala, un rimedio ayurvedico che cavalca l'onda dei trattamenti "detox".
Triphala, un rimedio ayurvedico che cavalca l'onda dei trattamenti "detox".

A lungo confinato alla medicina ayurvedica indiana, il triphala ha visto una rinascita di popolarità in Europa negli ultimi anni nel mondo degli integratori alimentari naturali e dei cosiddetti trattamenti "detox". Questa miscela di tre frutti secchi (amalaki, bibhitaki e haritaki) viene presentata come un supporto per l'apparato digerente e intestinale grazie alle sue proprietà lassative, antiossidanti e antinfiammatorie.

Secondo la dottoressa Laure Martinat, medico specializzata in micronutrizione e fitoterapia, l'amalaki è particolarmente ricco di vitamina C e polifenoli, mentre il bibhitaki agisce sulla digestione e sull'equilibrio digestivo. L'haritaki, dal canto suo, è noto per i suoi effetti su fegato e intestino. La triphala è utilizzata soprattutto per migliorare il transito intestinale, arricchire il microbiota intestinale e promuovere il senso di sazietà grazie al suo elevato contenuto di fibre.

Efficacia limitata a fronte delle promesse di marketing di "detox"

L'articolo, tuttavia, sottolinea come il concetto di "disintossicazione" rimanga controverso nella medicina convenzionale. Gli specialisti evidenziano che fegato, reni e intestino eliminano naturalmente le tossine dall'organismo. Alcune piante possono supportare queste funzioni, ma non sostituiscono una dieta equilibrata o uno stile di vita sano.

Il dottor Martinat mette inoltre in guardia contro l'uso eccessivo e i potenziali effetti collaterali della triphala. A causa delle sue proprietà irritanti per l'intestino, il prodotto non è raccomandato per le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali, per le donne in gravidanza o in allattamento, o per i pazienti che assumono anticoagulanti o alcuni farmaci cardiovascolari. Un consumo eccessivo può causare diarrea, dolori addominali o disidratazione.

Cicli di trattamento brevi raccomandati dagli specialisti

La Triphala viene solitamente assunta sotto forma di polvere da sciolre in acqua calda o in capsule. Gli esperti raccomandano di iniziare con dosi basse per valutare la tolleranza digestiva prima di aumentare gradualmente il dosaggio.

Considerati i suoi potenziali effetti lassativi e irritanti, gli specialisti sconsigliano di proseguire il trattamento oltre le due settimane. Il successo della triphala, più in generale, illustra il fiorente mercato dei prodotti naturali legati al benessere digestivo e alle promesse di "purificazione" dell'organismo, un settore in rapida crescita alimentato dai social media e da nuove abitudini di consumo attente alla salute.

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