L'intensificarsi degli attacchi russi contro le infrastrutture portuali ucraine potrebbe portare a un calo significativo delle esportazioni di cereali del paese, hanno avvertito funzionari e operatori del settore. Secondo le loro stime, le spedizioni mensili potrebbero diminuire di circa un terzo se gli attacchi dovessero continuare al ritmo attuale.
L'Ucraina è tra i principali esportatori mondiali di cereali e dipende fortemente dai suoi porti sul Mar Nero per trasportare i suoi prodotti sui mercati internazionali. Oltre il 90% delle esportazioni del paese transita attraverso queste infrastrutture strategiche, il che rende i porti un obiettivo particolarmente sensibile nel conflitto con la Russia.
Esportatori e funzionari del settore hanno segnalato che il crescente numero di attacchi missilistici e con droni contro porti, navi, ferrovie e impianti energetici sta già interrompendo le catene di approvvigionamento. Questi attacchi stanno aumentando i costi, rallentando le operazioni e minacciando la capacità dell'Ucraina di mantenere gli attuali livelli di esportazione.
In seguito all'invasione russa su vasta scala del febbraio 2022, Mosca ha temporaneamente bloccato i principali porti marittimi dell'Ucraina. Kiev è stata quindi costretta a reindirizzare gran parte delle sue esportazioni verso i porti lungo il Danubio. La situazione è poi migliorata con l'istituzione di un meccanismo che consente il transito del grano attraverso il Mar Nero.
Oggi, i porti della regione di Odessa movimentano circa sei milioni di tonnellate di merci al mese. Tuttavia, secondo Taras Vysotskyi, viceministro dell'Economia ucraino, questo volume potrebbe scendere a quattro milioni di tonnellate al mese se gli attacchi russi dovessero intensificarsi ulteriormente.
Anche gli operatori portuali si trovano ad affrontare perdite finanziarie crescenti. Dall'inizio della guerra, i danni ai terminal portuali sono stimati intorno a 1,5 miliardi di dollari. Gli esperti del settore ritengono di non poter assorbire questi costi da soli, senza un ulteriore sostegno.
Un calo prolungato delle esportazioni potrebbe anche portare a un significativo accumulo di scorte agricole ucraine. Secondo le stime citate da funzionari del settore, l'arretrato potrebbe raggiungere i nove milioni di tonnellate di grano e mais, aumentando la pressione sull'economia ucraina e sui mercati agricoli internazionali.
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