Secondo uno studio che evidenzia la dipendenza dall'innovazione straniera, la Cina detiene oltre 11.000 brevetti sviluppati in Germania.
Secondo uno studio che evidenzia la dipendenza dall'innovazione straniera, la Cina detiene oltre 11.000 brevetti sviluppati in Germania.

Secondo uno studio dell'Istituto economico tedesco (IW), commissionato dalla Fondazione Bertelsmann, la Cina ha acquisito il controllo di oltre 11.300 brevetti sviluppati in Germania negli ultimi vent'anni. Questi dati evidenziano l'entità della proprietà straniera su una parte significativa dell'innovazione tedesca.

Lo studio, pubblicato martedì, rivela che circa un'invenzione su tre sviluppata in Germania appartiene ora a un'entità straniera. Questa tendenza sottolinea il grado di internazionalizzazione della ricerca e sviluppo nella più grande economia europea.

Di questi brevetti detenuti da entità straniere, quasi un terzo è controllato da proprietari americani. Anche i titolari svizzeri rappresentano una quota significativa, con circa l'11% dei brevetti in questione, secondo i risultati dello studio.

La Cina si distingue, tuttavia, per l'elevato numero di brevetti acquisiti o sviluppati in Germania, con oltre 11.300 titoli di proprietà intellettuale in un arco di due decenni. Questa dinamica illustra l'interesse strategico delle aziende cinesi per le innovazioni industriali e tecnologiche europee.

Questi risultati giungono nel contesto di un dibattito sempre più acceso in Europa sulla protezione delle tecnologie sensibili e sulla sovranità industriale, poiché i trasferimenti di proprietà intellettuale a soggetti stranieri sollevano interrogativi sulla competitività a lungo termine del Paese.

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