Spionaggio per la Russia: ex agente austriaco condannato a oltre quattro anni di carcere
Spionaggio per la Russia: ex agente austriaco condannato a oltre quattro anni di carcere

Mercoledì un tribunale austriaco ha dichiarato Egisto Ott, ex ufficiale dei servizi segreti interni, colpevole di spionaggio per conto della Russia. È accusato di aver aiutato Mosca a rintracciare gli oppositori politici e di aver ceduto o venduto apparecchiature sensibili, tra cui computer portatili e telefoni di proprietà statale, su indicazione di Jan Marsalek, descritto come un presunto agente di Mosca.

Questo caso è considerato il più significativo caso di spionaggio in Austria dalla condanna, nel 2020, di un colonnello in pensione per anni di lavoro al servizio della Russia. Esso mette in luce la portata dell'influenza e delle operazioni di intelligence attribuite a Mosca in Europa, sullo sfondo delle persistenti tensioni tra Russia e Paesi occidentali.

Il tribunale ha inoltre riconosciuto Egisto Ott colpevole di abuso di potere, corruzione e violazione della fiducia. Il sessantatreenne è stato condannato a quattro anni e un mese di reclusione. L'ex agente ha sempre negato le accuse a suo carico sin dall'inizio del processo, a gennaio.

Secondo quanto riportato, Egisto Ott, presente all'udienza in abito scuro, non ha reagito alla sentenza. Il suo avvocato, Anna Mair, ha dichiarato che il suo assistito è rimasto "calmo" e che intende presentare ricorso.

L'indagine ha rivelato che l'ex agente avrebbe effettuato ricerche non autorizzate nei database della polizia per individuare individui ricercati da Mosca. Tra questi figurava Dmitry Senin, un ex agente dei servizi segreti russi che aveva chiesto asilo in Montenegro.

Il caso è inoltre collegato all'ex dirigente di Wirecard Jan Marsalek, ora latitante e presumibilmente residente in Russia. Secondo diversi procedimenti giudiziari europei, avrebbe svolto un ruolo centrale in una rete di spionaggio russa con molteplici operazioni in tutto il continente, come evidenziato in particolare da una sentenza di un tribunale londinese relativa a una rete che si presume fosse a capo di tale rete.

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