Il tribunale penale di Strasburgo ha condannato una donna sessantenne a tre mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena per la morte di una giovane lince femmina nella regione del Basso Reno. L'episodio risale all'ottobre del 2024, quando un animale protetto si è introdotto in un pollaio a Niederbronn-les-Bains. La proprietaria dell'immobile ha quindi colpito il felino con un bastone mentre questo attaccava una gallina domestica.
La lince, di pochi mesi, è morta poco dopo l'arrivo dei soccorritori. L'imputato, processato per l'abbattimento illegale di una specie protetta, dovrà inoltre risarcire con oltre 30.000 euro diverse associazioni ambientaliste che si sono unite al procedimento in qualità di parti civili.
Una decisione seguita con grande attenzione dagli ambientalisti.
Le organizzazioni per la protezione degli animali hanno accolto con favore la decisione, che considerano simbolicamente importante nella lotta contro i danni alla fauna selvatica protetta. Tuttavia, alcuni gruppi ritengono che la pena rimanga insufficiente, vista la gravità dei reati e la particolare vulnerabilità della lince in Francia.
Il caso si inserisce in un contesto di numerosi procedimenti giudiziari relativi all'uccisione di linci ancora in corso nella parte orientale del paese. Gli ambientalisti sperano che questa condanna rappresenti una svolta legale nella tutela di questa rara specie, la cui popolazione rimane limitata in Francia.
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