Mercoledì 20 maggio, la Commissione Giustizia dell'Assemblea Nazionale ha approvato all'unanimità il disegno di legge per l'abrogazione del Code Noir, presentato dal deputato guadalupense Max Mathiasin del gruppo Liot. Il disegno di legge sarà inserito nell'ordine del giorno della plenaria giovedì 28 maggio. Questa votazione trasversale apre la strada all'abolizione formale di un quadro giuridico in vigore da tre secoli.
Il Code Noir comprendeva tutte le disposizioni che regolavano la vita degli schiavi nelle isole francesi, riducendoli in particolare allo status di "proprietà". Questa raccolta di editti reali, promulgata tra il 1685 e il 1724, non fu mai ufficialmente abrogata, nonostante l'abolizione della schiavitù per decreto del 27 aprile 1848, permettendo così che un'anomalia persistesse nell'ordinamento giuridico della Repubblica per quasi due secoli.
Una promessa del Primo Ministro trasformata in legge
La proposta reca le firme di 130 parlamentari di tutti i gruppi politici, ad eccezione del Rassemblement National (RN) e dell'Unione per la Repubblica (UDR), ai quali non è stata sottoposta. La sua inclusione nell'agenda parlamentare fa seguito a un impegno assunto durante una sessione dallo stesso François Bayrou. Interrogato durante il question time con il governo, il Primo Ministro ha promesso che un disegno di legge per l'abrogazione sarebbe stato "presentato al Parlamento e approvato all'unanimità".
La legge Taubira del 21 maggio 2001, che riconosceva la tratta degli schiavi e la schiavitù come crimini contro l'umanità, è stata un passo fondamentale, ma ha lasciato tecnicamente in vigore il Code Noir. Per Max Mathiasin, questa abrogazione rappresenta "un'ulteriore pietra miliare per la memoria della schiavitù", una memoria che la Repubblica ha impiegato trecentoquarantuno anni per estirpare legalmente.
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