Secondo una bozza di risoluzione parlamentare, i partiti al potere in Italia hanno invitato alla cautela riguardo all'uso dei beni russi congelati per finanziare gli aiuti all'Ucraina, sostenendo che le potenziali conseguenze per le finanze pubbliche italiane devono essere valutate attentamente.
Questo testo, che sarà sottoposto al voto del Parlamento mercoledì, sostiene il principio del continuo sostegno a Kiev, ma insiste sulla necessità di analizzare gli effetti economici e legali dell'utilizzo dei beni russi congelati in base alle sanzioni imposte a Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina.
L'Unione Europea sta studiando da diversi mesi diverse opzioni per utilizzare questi fondi, compresi i profitti generati dai beni congelati, per finanziare aiuti militari, economici e umanitari all'Ucraina. Diversi Stati membri sostengono questo approccio, vedendolo come un modo per rafforzare il sostegno a Kiev senza gravare sui bilanci nazionali.
In Italia, la maggioranza di governo non respinge questa prospettiva, ma sottolinea che qualsiasi decisione deve essere compatibile con la stabilità finanziaria del Paese e il rispetto del quadro giuridico internazionale. La bozza di risoluzione menziona la necessità di evitare precedenti che potrebbero minare la fiducia degli investitori o esporre lo Stato a rischi finanziari imprevisti.
Il testo promette inoltre un "sostegno multidimensionale" all'Ucraina, confermando l'impegno politico di Roma al fianco dei partner europei e della NATO, e sollecitando un approccio misurato e coordinato a livello dell'Unione.
Questo dibattito si inserisce in un momento in cui si intensificano le discussioni europee sul finanziamento a lungo termine degli aiuti all'Ucraina, in un contesto di crescenti pressioni di bilancio e di disaccordi tra gli Stati membri sui mezzi più appropriati per sostenere Kiev.