Il Consiglio costituzionale ha appena invalidato una misura approvata nel 2025 che esentava dalle commissioni bancarie le successioni relative a conti correnti intestati a minori deceduti. Tale disposizione, contestata dalla Cassa di risparmio Caisse d'Epargne, consentiva alle famiglie in lutto di evitare le commissioni solitamente applicate dalle banche per la gestione delle pratiche di successione. Ora le banche possono nuovamente addebitare commissioni per queste operazioni, così come avviene per le successioni di persone adulte.
Un tetto mantenuto nonostante la cancellazione
La decisione del Consiglio costituzionale, tuttavia, non mette in discussione l'intero quadro giuridico che disciplina tali pratiche. Resta in vigore il limite generale alle commissioni bancarie sulle successioni: gli istituti non possono addebitare più dell'1% del patrimonio del defunto, fino a un massimo di 850 euro. Tale limitazione continua quindi a tutelare le famiglie da oneri eccessivi, anche se viene eliminata l'esenzione specifica per i minori.
Questa decisione illustra la continua tensione tra legislatori e settore bancario in merito alla determinazione dei prezzi dei servizi funebri. La Caisse d'Epargne si era appellata al Consiglio costituzionale, sostenendo che l'esenzione creava una disparità nella gestione delle pratiche di successione. Gli istituti finanziari giustificano tali commissioni citando i costi amministrativi sostenuti per il congelamento dei conti, la verifica degli eredi e l'espletamento delle formalità legali obbligatorie.
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