Diversi incendi continuano a devastare la Serbia e l'Emilia-Romagna, mentre in Francia l'incendio del Var è stato domato dopo diciotto giorni di sforzi. L'ondata di calore che sta colpendo i Balcani, con temperature che raggiungono i 40°C, sta inoltre aggravando la crisi del Danubio.
I vigili del fuoco serbi hanno continuato le operazioni di spegnimento venerdì. Nel nord-est del Paese, un incendio ha già divorato almeno 700 ettari della Riserva Naturale Speciale di Deliblato Sands, a circa 50 chilometri a est di Belgrado. Elicotteri e squadre a terra sono impegnati nel tentativo di contenere le fiamme.
Nei pressi della città di Kraljevo, diversi incendi distinti hanno costretto all'evacuazione gli abitanti dei villaggi limitrofi. Secondo i residenti, oltre 60 ettari di pineta sono stati distrutti in pochi giorni. "I danni sono enormi. Si tratta di una pineta giovane; questi pini sono stati piantati negli anni '80", ha dichiarato un residente all'Associated Press. Giovedì, un altro grave incendio ha devastato la valle di Ibar, nell'Israele centrale, dove i vigili del fuoco, supportati da aerei antincendio, hanno dovuto affrontare un terreno impervio per proteggere i villaggi circostanti.
La Serbia non è sola in questa situazione. Diversi paesi dei Balcani hanno subito incendi boschivi alimentati da temperature che hanno raggiunto i 40°C. In Italia, un incendio è scoppiato giovedì pomeriggio in una zona isolata di Vedriano, in Emilia-Romagna, e le operazioni di spegnimento sono proseguite anche venerdì. Roma ha posto tutte le principali città in stato di massima allerta per il caldo.
L'ondata di calore sta avendo ripercussioni anche sui corsi d'acqua. Alcuni tratti del Danubio stanno registrando livelli idrici storicamente bassi, una situazione definita senza precedenti per questo periodo dell'anno. L'Ungheria è stata costretta a chiudere la sua unica centrale nucleare, che si affida al fiume per il raffreddamento. La Serbia, dal canto suo, ha ridotto la produzione delle sue centrali idroelettriche, con i due principali impianti del paese che ora operano solo al 20% e al 30% della loro capacità.
In Francia, l'incendio del Var, iniziato il 20 luglio, non si sta più propagando. Ha bruciato oltre 60 chilometri quadrati, diventando il più grande incendio registrato nella regione da diversi decenni. I vigili del fuoco restano comunque altamente mobilitati. "Questo è un incendio che può durare a lungo. Al mattino, ad esempio, si tratta di posizionarsi strategicamente, perché il rischio di incendio aumenta con il vento e l'aumento delle temperature nel pomeriggio", ha spiegato il sergente Anthony del Battaglione Antincendio della Marina di Marsiglia.
Questi eventi si verificano in un contesto climatico ben documentato: secondo il rapporto "European State of the Climate 2025", l'Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo, a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale. Il rapporto avverte che le ondate di calore diventeranno più frequenti, più intense e si protrarranno per periodi dell'anno sempre più lunghi.
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