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Golshifteh Farahani interpreta un'insegnante ribelle in "Reading Lolita in Tehran"

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Adattato dal libro autobiografico di Azar Nafisi, "Leggere Lolita a Teheran" uscirà nelle sale il 26 marzo e mette in luce la lotta di un'insegnante contro il soffocamento intellettuale imposto dalla Repubblica Islamica dell'Iran. Il film, diretto da Eran Riklis, racconta la vera storia di questa insegnante che, negli anni '1980, decise di continuare a insegnare letteratura occidentale ai suoi studenti in segreto, a porte chiuse, lontano dallo sguardo del regime. Un'ode alla libertà di espressione, incarnata da una commovente Golshifteh Farahani.

Nata in Iran e costretta all'esilio dal 2008, l'attrice franco-iraniana ammette di aver a lungo rifiutato ruoli girati nella sua lingua madre o legati al suo paese d'origine. Ma questo film l'ha toccata profondamente. "Queste riprese sono state un oceano di gioia", dichiara in un'intervista a Fémina , dove riflette su questa esperienza, sia personale che collettiva. Girato a Roma, su set che ricreano le strade di Teheran, il film l'ha immersa nella sua stessa storia: quella di una bambina cresciuta sotto la pressione di un regime autoritario e di un'artista costretta a fuggire per sopravvivere.

Il lungometraggio risuona particolarmente nel contesto attuale, in particolare dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, arrestata per aver indossato un velo in modo improprio, un evento che ha scatenato una rivolta diffusa in Iran. Golshifteh Farahani, seguita da oltre 17 milioni di persone su Instagram, racconta queste lotte e afferma: "Esistere è resistere". (Fémina). Il regista israeliano Eran Riklis, già noto per La sposa siriana, esplora qui i limiti dell'intimo e del politico, evidenziando il potere salvifico delle parole, dei libri e della trasmissione.

Ambientato negli anni '1980, "Reading Lolita in Teheran" risuona come uno specchio dell'Iran di oggi. La letteratura diventa un rifugio, un atto di resistenza, un modo per queste donne di continuare a sognare nonostante la paura. Attraverso gli occhi di Azar Nafisi e grazie all'interpretazione accattivante di Farahani, il film rende omaggio a coloro che, nell'ombra, continuano a lottare affinché idee, desideri e voci non vengano mai messi a tacere.

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