Centinaia di persone hanno manifestato giovedì davanti al Parlamento irlandese a Dublino in seguito alla morte di Yves Sakila, un uomo di origine congolese deceduto dopo essere stato immobilizzato da diversi agenti di sicurezza nel centro della capitale irlandese. Il caso ha suscitato indignazione nel Paese e riacceso il dibattito sul razzismo e sull'uso della forza.
Secondo la polizia, Yves Sakila è stato arrestato venerdì scorso in seguito a un presunto furto in un negozio di Dublino, in una via commerciale molto frequentata. Ha perso conoscenza sul posto ed è deceduto poco dopo.
Un video dell'incidente, ampiamente diffuso sui social media, ha profondamente scioccato l'opinione pubblica. Il filmato mostra l'uomo immobilizzato a terra per diversi minuti da almeno cinque persone, mentre i passanti assistono alla scena. A un certo punto del video, uno degli agenti sembra tenere un ginocchio sulla testa o sul collo dell'uomo per alcuni secondi.
I manifestanti hanno subito tracciato parallelismi con la morte di George Floyd negli Stati Uniti nel 2020, diventata un simbolo globale della brutalità della polizia e del movimento Black Lives Matter. "Lo definiamo un momento George Floyd", ha affermato David Kaliba, che conosceva la vittima dai tempi del liceo.
Un ex compagno di classe della vittima ha descritto Yves Sakila come una persona "tranquilla e timida". La diffusione del video ha suscitato grande scalpore in Irlanda, dove si sono tenute diverse manifestazioni per chiedere giustizia e un'indagine trasparente.
Il Primo Ministro irlandese ha ribadito la sua richiesta di un'indagine approfondita sulle circostanze della morte. Le autorità non hanno ancora reso noti i risultati ufficiali riguardanti l'esatta causa del decesso, mentre il caso continua a suscitare forti emozioni nel Paese.
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