Sicurezza, neutralità, NATO: secondo uno studio, la Svizzera è sempre più favorevole a legami militari più stretti.
Sicurezza, neutralità, NATO: secondo uno studio, la Svizzera è sempre più favorevole a legami militari più stretti.

Secondo uno studio pubblicato martedì dal Centro di Studi sulla Sicurezza dell'ETH di Zurigo, la maggioranza dei cittadini svizzeri ora sostiene una maggiore cooperazione con la NATO e un aumento delle spese per la difesa. Il rapporto evidenzia un netto cambiamento nell'opinione pubblica in un contesto di crescenti tensioni internazionali.

Lo studio "Security 2026" rivela che il senso di sicurezza in Svizzera ha raggiunto il livello più basso degli ultimi vent'anni. Secondo i risultati, l'82% degli intervistati afferma ancora di sentirsi al sicuro, ma questa percentuale è diminuita di quattro punti percentuali rispetto all'anno precedente.

Al contempo, la percezione della situazione globale sta peggiorando drasticamente. Quasi un quarto degli intervistati si dichiara "molto pessimista" sul futuro della politica internazionale, contro solo il 13% che si esprime ottimista. Questa tendenza si accompagna a un crescente sostegno all'esercito svizzero.

Circa l'83% dei partecipanti ritiene che le forze armate siano ancora necessarie, mentre il sostegno all'abolizione del servizio militare obbligatorio è sceso al 25%, il livello più basso dalla fine della Guerra Fredda. Allo stesso tempo, il 29% degli intervistati è favorevole a un aumento della spesa militare, un dato record da quando sono iniziati i sondaggi nel 1986.

L'evoluzione della situazione di sicurezza in Europa sta influenzando anche il dibattito sulla neutralità svizzera. Sebbene l'85% degli intervistati continui a sostenere il principio di neutralità, questa percentuale è diminuita drasticamente rispetto al 2022, anno in cui è iniziata la guerra in Ucraina, quando aveva raggiunto il 97%.

Secondo lo studio, il 59% degli intervistati ritiene ora che la neutralità non potrebbe più essere difesa in modo credibile in caso di crisi militare. In questo contesto, il 56% degli intervistati è favorevole a legami di sicurezza più stretti con la NATO, mentre il 43% ritiene che l'adesione a un'alleanza di difesa europea offrirebbe una protezione migliore rispetto alla sola neutralità.

Infine, in caso di conflitto armato, il 78% degli intervistati si è dichiarato pronto a sostenere la difesa del Paese e quasi la metà si è detta disposta a imbracciare le armi per difendere la Svizzera, mentre l'85% si è detto disponibile a contribuire a missioni non di combattimento.

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