In Messico, il numero delle sparizioni continua ad aumentare, raggiungendo oltre 133.500 casi, mentre proseguono gli attacchi contro difensori dei diritti umani, giornalisti e attivisti, secondo un rapporto di Amnesty International.
L'organizzazione evidenzia un aumento del 10,5% delle sparizioni entro dicembre 2025, in un contesto in cui la violenza rimane endemica nonostante una diminuzione complessiva degli omicidi. I difensori dei diritti umani impegnati nella ricerca delle persone scomparse sono particolarmente esposti a minacce, aggressioni e, talvolta, omicidi.
Secondo Amnesty International, questa situazione è aggravata dall'indebolimento dei meccanismi di protezione statali. L'ONG denuncia inoltre il ricorso persistente alla tortura e le sistematiche violazioni dei diritti umani da parte di funzionari pubblici.
Anche i migranti che attraversano il Paese sono vulnerabili e rischiano di subire estorsioni, rapimenti e hanno un accesso limitato a servizi essenziali come la sanità o l'istruzione.
In risposta a questa situazione, un comitato delle Nazioni Unite ha recentemente chiesto che le sparizioni forzate in Messico vengano esaminate come possibili crimini contro l'umanità. Questa proposta è stata respinta dalla presidente Claudia Sheinbaum, che l'ha ritenuta politicamente motivata.
Durante la sua visita nel Paese, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha elogiato il coraggio delle famiglie degli scomparsi, auspicando che la loro ricerca di verità e giustizia venga ascoltata.
Questo rapporto evidenzia la portata di una persistente crisi umanitaria in Messico, dove le sparizioni e la violenza continuano a rappresentare una sfida importante per le autorità.
Communauté
commenti
I commenti sono aperti, ma protetti dallo spam. I post iniziali e i commenti contenenti link vengono sottoposti a revisione manuale.
Sii il primo a commentare questo articolo.