L'Unione europea vuole accelerare il suo riarmo con cinque importanti progetti di difesa comuni.
L'Unione europea vuole accelerare il suo riarmo con cinque importanti progetti di difesa comuni.

Venerdì la Commissione europea ha presentato una proposta per l'avvio di cinque importanti progetti di difesa transfrontalieri, un'iniziativa volta a rafforzare la cooperazione militare tra gli Stati membri e a facilitare l'accesso ai finanziamenti europei.

Tra i progetti selezionati c'è un vasto programma dedicato ai droni e ai sistemi anti-drone, chiamato DECODIFICATORE (Risoluzione europea in materia di droni e sistemi anti-droneRiunisce 26 Stati membri dell'Unione Europea, oltre a Norvegia e Ucraina. Il suo obiettivo è sviluppare, produrre e implementare sistemi senza pilota in modo coordinato per colmare le lacune tecnologiche dell'Europa. Gli investimenti previsti sono stimati tra i 3,5 e i 5 miliardi di euro entro il 2033.

La Commissione propone inoltre un progetto per il monitoraggio del fianco orientale dell'Europa, che coinvolge 13 Stati membri, la Norvegia e l'Ucraina. Altre tre iniziative riguardano la difesa marittima e la protezione dei fondali marini, la difesa aerea e missilistica con capacità di allerta precoce e il rafforzamento delle capacità spaziali europee.

Secondo Bruxelles, questi progetti europei di difesa di interesse comune (EDCP) dovrebbero consentire ai paesi dell'UE di condurre congiuntamente programmi militari di portata e complessità impossibili da sviluppare individualmente. L'obiettivo è anche quello di stimolare l'innovazione, rafforzare la competitività dell'industria della difesa europea e ridurre la frammentazione del mercato.

La Commissione sottolinea che queste iniziative integrano le priorità della NATO in materia di capacità e mirano a migliorare la capacità dell'Unione europea di rispondere alle sfide comuni in materia di sicurezza in un contesto di elevate tensioni geopolitiche.

Nell'ambito del Programma europeo per l'industria della difesa, è stato stanziato un budget iniziale di 325 milioni di euro a sostegno di questi progetti, con la possibilità di ulteriori finanziamenti in futuro. Le cinque iniziative dovranno ora essere esaminate e approvate dal Consiglio dell'Unione europea prima di poter essere avviate ufficialmente.

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