Baghdad ha inserito Hezbollah e le sue entità affiliate nella lista delle sanzioni bancarie, una mossa che segna un notevole riavvicinamento con Washington in un Paese al crocevia dell'influenza americana e iraniana.
La decisione è rara e la sua tempistica non è casuale. L'Iraq ha ufficialmente sospeso tutte le transazioni finanziarie con Hezbollah, la milizia libanese filo-iraniana, e con le organizzazioni affiliate. Una lettera del Ministero delle Finanze iracheno, indirizzata a ministeri, banche, agenzie e imprese di tutto il paese, è trapelata alla stampa il 15 luglio, rivelando la portata di queste restrizioni.
Questo provvedimento giunge il giorno successivo alla visita a Washington del nuovo primo ministro iracheno, Ali Al-Zaidi, che ha incontrato il presidente il 14 luglio. Donald Trump e diversi alti funzionari americani. Il riavvicinamento diplomatico sta ora portando a un allineamento concreto con le posizioni americane.
Secondo il quotidiano iracheno Az-Zaman, le sanzioni colpirebbero, tra gli altri, Mahmoud Comati, vicepresidente del consiglio politico di Hezbollah, e Sleiman Frangieh, leader del Movimento Marada, un partito libanese. Queste due figure erano già state oggetto di sanzioni statunitensi lo scorso giugno. Anche una terza persona sarebbe coinvolta: Mohammed Kawtharani, il cui ruolo non è stato possibile specificare a causa della mancanza di informazioni complete.
Il significato simbolico della decisione è considerevole. L'Iraq, un paese a maggioranza sciita, è da anni teatro di una rivalità tra Teheran e Washington, e Hezbollah gode di un notevole sostegno politico e finanziario nel paese. Sanzionare la milizia libanese di Baghdad invia un segnale forte all'Iran.
Communauté
commenti
I commenti sono aperti, ma protetti dallo spam. I post iniziali e i commenti contenenti link vengono sottoposti a revisione manuale.
Sii il primo a commentare questo articolo.