Secondo le autorità thailandesi, le reti di narcotrafficanti utilizzano sempre più i social media per reclutare assistenti di volo che trasportino stupefacenti verso i mercati internazionali. Questi metodi si basano su profili falsi e messaggi diretti inviati ai dipendenti delle compagnie aeree.
Il caso ha attirato l'attenzione dei media dopo l'arresto di un'assistente di volo della Thai Airways, accusata di aver tentato di contrabbandare in Australia oltre un chilogrammo di eroina, nascosto in diverse borse. Secondo le autorità, la sospettata avrebbe accettato di trasportare i pacchi in cambio di circa 8.800 baht, pari a circa 265 dollari.
L'indagine ha portato alla luce un modus operandi in cui i reclutatori contattano direttamente i dipendenti di aeroporti e compagnie aeree tramite piattaforme come TikTok. In un caso citato dagli investigatori, un'assistente di volo di stanza a Bangkok ha ricevuto un messaggio in cui le veniva chiesto se avesse volato in Australia e se fosse disposta a trasportare bagagli "su richiesta".
Le autorità thailandesi hanno inoltre annunciato il sequestro di 24 chilogrammi di eroina destinati all'Australia e a Taiwan. Queste operazioni, affermano, dimostrano la portata delle reti criminali transnazionali che sfruttano le vulnerabilità del trasporto aereo per contrabbandare droga in mercati redditizi.
In risposta a questa situazione, il governo thailandese afferma di aver rafforzato la sorveglianza e le indagini sulle reti di traffico di droga. Il Primo Ministro Anutin Charnvirakul ha indicato che almeno sei persone rientrate dalla Thailandia sono già state accusate di traffico di droga durante la prima metà dell'anno, sottolineando la necessità di intensificare la lotta contro queste organizzazioni criminali.
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