Venerdì il presidente boliviano Rodrigo Paz ha firmato un accordo con la Confederazione dei lavoratori boliviani, un passo importante verso la risoluzione della crisi che sta scuotendo il Paese da quasi due mesi.
Da 50 giorni la Bolivia è paralizzata da proteste e blocchi stradali che hanno causato gravi interruzioni nell'approvvigionamento di carburante, cibo e prodotti sanitari. In diverse città si sono formate lunghe code, mentre le difficoltà economiche per la popolazione si sono aggravate.
Durante un incontro al palazzo presidenziale di La Paz, Rodrigo Paz ha accolto con favore l'accordo raggiunto con la principale organizzazione sindacale del paese.
"Credo che questo sia un barlume di speranza per tutti i boliviani", ha affermato il capo dello Stato, auspicando l'unità nazionale e la cooperazione tra i vari attori del Paese per uscire dalla crisi.
Da parte sua, Mario Argollo, segretario esecutivo della COB, ha ritenuto che l'accordo costituisse un primo passo verso la pacificazione del Paese.
"Dobbiamo iniziare a superare le nostre divergenze e costruire un Paese basato sul consenso, con la partecipazione dei lavoratori alle decisioni", ha affermato.
Il movimento di protesta è iniziato a maggio con uno sciopero dei lavoratori, per poi estendersi a blocchi stradali su vasta scala. Questi blocchi hanno interrotto i collegamenti con le città di La Paz ed El Alto, un'area metropolitana con circa due milioni di abitanti.
Sebbene questo accordo rappresenti un significativo passo avanti, le autorità e i sindacati dovranno comunque lavorare per attuare gli impegni presi al fine di ripristinare pienamente la circolazione di merci e persone e porre fine a diverse settimane di tensioni sociali.
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