Lunedì, Jeffrey Donaldson, ex leader del Partito Unionista Democratico (DUP) dell'Irlanda del Nord, è stato riconosciuto colpevole di reati sessuali commessi in passato contro minori, in un caso che ha profondamente sconvolto la scena politica britannica e nordirlandese.
Una giuria della Newry Crown Court lo ha dichiarato colpevole di stupro, violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico, reati commessi ai danni di due vittime quando erano minorenni. Secondo le prove presentate al processo, i presunti reati si sarebbero verificati in un lungo periodo, tra il 1985 e il 2008.
Il giudice Paul Ramsey ha indicato che l'ex politico riceverà una lunga condanna al carcere, la cui sentenza verrà emessa in un'udienza prevista per metà settembre. Jeffrey Donaldson ha negato tutte le accuse a suo carico durante tutto il procedimento.
Anche sua moglie, Eleanor Donaldson, è stata riconosciuta colpevole di complicità, essendo stata accusata di aver favorito e agevolato i presunti reati.
Figura di spicco della politica nordirlandese, Jeffrey Donaldson è stato uno dei leader più influenti del DUP, il partito fondato dal reverendo Ian Paisley e storicamente legato alla rappresentanza del fronte unionista. Si è dimesso dalla carica di leader del partito dopo il suo arresto nel marzo 2024.
Membro di lunga data del Parlamento britannico, ha svolto un ruolo anche nei negoziati sugli accordi commerciali post-Brexit tra Londra e Bruxelles. Il suo impegno politico risale alla sua elezione nel 1997, il che lo rende uno dei parlamentari più esperti dell'Irlanda del Nord.
Questa condanna segna una svolta importante per il partito unionista e giunge in un momento di già fragile situazione politica nell'Irlanda del Nord, dove le questioni istituzionali e identitarie rimangono particolarmente delicate.
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