A seguito di una conferenza tenutasi in Ghana, i parlamentari di oltre una dozzina di paesi africani si sono impegnati a promuovere nuove leggi che limitino ulteriormente i diritti delle persone LGBT. L'incontro ha riunito funzionari eletti e attivisti provenienti dall'Africa e dall'Europa, che si sono presentati come difensori dei "valori familiari".
La Conferenza interparlamentare africana sui valori familiari e la sovranità si è tenuta ad Accra dal 3 al 6 giugno. Secondo gli organizzatori, erano rappresentati una ventina di paesi. L'evento si è svolto pochi giorni dopo che il Parlamento ghanese ha adottato una delle leggi più restrittive del continente in materia di diritti delle persone LGBT.
La legislazione adottata in Ghana criminalizza la promozione delle tematiche LGBT. Questa iniziativa riflette una tendenza osservata in diversi paesi africani, dove i leader politici cercano di rafforzare le restrizioni nei confronti delle minoranze sessuali.
Secondo diversi partecipanti alla conferenza, questo movimento gode del sostegno di figure conservatrici negli Stati Uniti e in Europa. Credono inoltre che il ritorno di Donald Trump La Casa Bianca ha creato un contesto più favorevole alle loro richieste.
Alcuni funzionari eletti presenti hanno spiegato di aver visto un'opportunità politica nelle politiche dell'amministrazione Trump. A differenza delle amministrazioni di Barack Obama e Joe BidenMentre alcune amministrazioni statunitensi avevano integrato la promozione dei diritti LGBT in certi aspetti della loro politica estera, l'attuale amministrazione statunitense non pone questa questione in primo piano nella sua azione diplomatica.
Da diversi anni, gli attivisti per i diritti umani mettono in guardia contro il crescente numero di leggi restrittive che prendono di mira le persone LGBT in diversi paesi africani. Ritengono che tali misure aumentino la discriminazione e il rischio di violenza contro le minoranze interessate.
La conferenza di Accra mette quindi in luce una dinamica politica che potrebbe avere ripercussioni anche al di fuori del Ghana. Diversi partecipanti hanno confermato la loro intenzione di presentare o sostenere nuove proposte legislative nei rispettivi paesi, aprendo la strada a nuovi dibattiti sui diritti LGBT in tutto il continente africano.
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