Accordo storico: l'Australia vende al Canada un radar in grado di rilevare missili a 3.000 chilometri di distanza.
Accordo storico: l'Australia vende al Canada un radar in grado di rilevare missili a 3.000 chilometri di distanza.

L'Australia ha annunciato il più grande accordo di esportazione nel settore della difesa della sua storia, vendendo al Canada una tecnologia radar avanzata per potenziare la sorveglianza dell'Artico. L'accordo ha un valore di 2,5 miliardi di dollari australiani, pari a circa 1,7 miliardi di dollari statunitensi.

Questa vendita rappresenta una pietra miliare per l'industria della difesa australiana. Si tratta della prima esportazione all'estero della sua tecnologia radar oltre l'orizzonte, un sistema avanzato in grado di rilevare e tracciare aerei, navi e missili a lunghissima distanza.

Il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha salutato con favore un accordo strategico che apre la strada a una maggiore cooperazione in materia di difesa tra Canberra e Ottawa. Ha affermato che questa partnership rappresenta un significativo passo avanti per gli scambi tecnologici e industriali tra i due Paesi.

Il radar in questione si basa sulla tecnologia di rete operativa Jindalee, in grado di monitorare obiettivi fino a 3.000 chilometri di distanza. Con questa capacità, il Canada intende migliorare significativamente la sorveglianza dell'Artico, una regione vasta e strategica che rappresenta quasi il 40% del suo territorio nazionale.

Le autorità canadesi sottolineano che questo progetto fa parte di un programma più ampio volto a sviluppare una rete integrata di sorveglianza e comunicazione nell'Artico. L'obiettivo è rafforzare la capacità del Paese di individuare, analizzare e rispondere alle attività in quest'area sensibile, in particolare in prossimità dell'Artico russo e dell'Alaska.

Il segretario di Stato canadese per gli appalti della difesa, Stephen Fuhr, ha affermato che il sistema contribuirà a migliorare la sicurezza del territorio canadese, modernizzando al contempo le capacità di sorveglianza del Paese di fronte alle nuove sfide geopolitiche.

Oltre alle implicazioni militari, si prevede che l'accordo avrà anche significativi benefici economici per l'Australia. Il governo australiano stima che da questa partnership, presentata come il primo passo di una più ampia collaborazione tra i due Paesi nei settori della difesa e delle tecnologie strategiche, verranno creati circa 300 posti di lavoro.

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