Il direttore di Sciences Po Parigi, Luis Vassy, ha difeso mercoledì mattina la sua gestione dell'istituto, contestata da alcuni studenti e docenti. Ospite di France Inter, ha affermato che "Sciences Po non si occupa di politica" e rimane soprattutto "uno spazio di libertà" dove "la libertà di espressione è incoraggiata".
Nominato a capo dell'istituzione nel 2024, l'ex diplomatico sostiene che Sciences Po stia attraversando un periodo di dibattito, ma non di crisi. "Sciences Po non è né di destra né di sinistra", ha insistito, respingendo le critiche alla sua governance, che alcuni membri della comunità accademica considerano troppo verticistica.
Le tensioni aumentano dopo l'evacuazione di un anfiteatro.
La controversia si è intensificata dopo che, ad aprile, decine di studenti hanno occupato un'aula per protestare contro la legge Yadan sull'antisemitismo. L'amministrazione ha quindi chiamato la polizia per porre fine al blocco, una decisione denunciata da alcuni docenti.
Luis Vassy riconosce che l'intervento della polizia costituisce sempre "una forma di fallimento", ma ritiene che fosse necessario per garantire la continuità delle lezioni dopo l'interruzione dei negoziati con gli occupanti. Deplora inoltre gli attacchi personali di cui, a suo dire, è stato vittima negli ultimi mesi.
Il governo fornisce il suo sostegno
Pochi minuti dopo questo intervento, il Ministro dell'Istruzione Superiore, Philippe Baptiste, ha espresso il suo sostegno al direttore di Sciences Po su franceinfo. Secondo lui, Luis Vassy ha contribuito a ristabilire "un senso di calma" all'interno dell'istituzione.
Il ministro ha inoltre respinto le accuse di autoritarismo rivolte al direttore, ribadendo che blocchi e occupazioni di locali non rientrano nel normale funzionamento di un istituto di istruzione superiore. Pur difendendo la libertà di espressione e di dibattito politico nelle università, Philippe Baptiste ha affermato di non essere favorevole a "violenza e blocchi".
Un appello alla calma
Di fronte alle persistenti tensioni, Luis Vassy invita ora tutte le parti interessate di Sciences Po a riprendere il dialogo. I docenti hanno recentemente avanzato diverse proposte per migliorare le relazioni tra amministrazione, studenti e personale accademico.
Il direttore ha ribadito il suo impegno a favore dell'autonomia dell'istruzione superiore e ritiene che i dissensi debbano poter essere espressi con rispetto. "Esorto tutti a mantenere la calma", ha dichiarato, auspicando di lasciarsi alle spalle gli scontri che hanno caratterizzato l'anno accademico.
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