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Canal+ è stata citata in giudizio dopo aver preso di mira i firmatari di un articolo di opinione contro Bolloré.

Canal+ dovrà rispondere in tribunale. La Lega per i Diritti Umani e il sindacato CGT Spectacle hanno annunciato di aver intentato una causa contro il gruppo mediatico per discriminazione, a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate da Maxime Saada, CEO di Canal+. La vicenda risale al Festival di Cannes. In risposta a un articolo di opinione critico nei confronti di Vincent Bolloré e della sua influenza sul cinema francese, il dirigente di Canal+ dichiarò di non voler più collaborare con i professionisti che avevano firmato l'articolo. 

Una frase che accende il cinema francese

La lettera aperta, pubblicata dal collettivo "Zapper Bolloré", denunciava la crescente influenza del miliardario in diversi settori culturali, tra cui i media, l'editoria e il cinema. Esprimeva inoltre preoccupazione per l'acquisizione da parte di Canal+ di una quota di UGC, con la prospettiva di un'acquisizione più ampia a partire dal 2028. La dichiarazione di Maxime Saada, secondo cui Canal+ non intendeva più collaborare con i firmatari, ha scatenato un'accesa polemica. Per le organizzazioni promotrici dell'azione legale, questa posizione equivale a escludere i professionisti del cinema a causa delle loro opinioni e dichiarazioni pubbliche. 

Una sfida per la libertà di espressione

La questione è resa ancora più delicata dal ruolo centrale di Canal+ nel finanziamento del cinema francese. Il gruppo viene regolarmente presentato come uno dei principali finanziatori economici del settore, il che conferisce particolare peso a qualsiasi decisione di interrompere la collaborazione con determinati artisti, registi, produttori o tecnici. La LDH (Lega per i Diritti Umani) e la CGT Spectacle (un sindacato francese) chiedono, in particolare, che i tribunali annullino questa decisione e impediscano qualsiasi misura discriminatoria o rifiuto di collaborazione nei confronti dei firmatari della lettera aperta. Chiedono inoltre garanzie per prevenire future discriminazioni. 

Un approccio discutibile

Si potrebbe però mettere in discussione questo approccio. Coloro che criticano il gruppo Canal+ e Bolloré sono i primi a beneficiare dei finanziamenti del gruppo. Per essere coerenti con le loro affermazioni, la logica imporrebbe loro di rifiutare ogni finanziamento, diretto o indiretto, da Canal+ e Bolloré, e di trovare altri modi per sbarcare il lunario. Invece, preferiscono mordere la mano che li nutre, e poi osano lamentarsi quando la "ciotola del cibo" non gradisce più essere sputata. Questa crisi riflette lo stato del cinema francese, la cui mancanza di talento è pari solo alla sua totale indecenza.

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