Il 28 maggio 1754, nelle foreste della valle dell'Ohio, uno scontro tra soldati francesi e miliziani britannici diede inizio a uno dei conflitti più significativi del XVIII secolo. Quel giorno, un ufficiale virginiano di 22 anni di nome George Washington attaccò un distaccamento francese comandato da Joseph Coulon de Villiers, Sieur de Jumonville. Lo scontro, noto come "Affare Jumonville", causò uno scandalo diplomatico e diede inizio alla Guerra dei Sette Anni, il primo conflitto veramente globale della storia moderna.
La valle dell'Ohio al centro delle rivalità
A metà del XVIII secolo, francesi e britannici si contendevano il controllo della valle dell'Ohio, un vasto territorio strategico che collegava il Canada francese alla Louisiana. Le autorità della Nuova Francia cercarono di assicurarsi la sicurezza di questa regione attraverso una serie di forti e le loro alleanze con diverse nazioni native americane. Anche i britannici, in particolare i coloni della Virginia, rivendicavano queste terre fertili e ambite.
Nel 1754, i francesi costruirono Fort Duquesne sul sito dell'odierna Pittsburgh, dopo aver espulso i coloni inglesi che stavano tentando di stabilire un avamposto fortificato in quella zona. Il governatore della Virginia affidò quindi a George Washington, un giovane e ambizioso ufficiale della milizia coloniale, il compito di difendere gli interessi britannici nella regione.
Un incontro che si trasforma in tragedia
Il 28 maggio 1754, Washington venne a sapere che un piccolo distaccamento francese era accampato vicino a Great Meadows, nell'attuale Pennsylvania. Decise quindi di marciare contro di loro con circa quaranta uomini e alleati irochesi guidati dal capo Tanaghrisson, soprannominato "Mezzo Re".
Il contingente francese, composto da circa trenta uomini, era comandato da Joseph de Jumonville. Secondo la versione francese, la loro missione diplomatica consisteva nel recapitare agli inglesi un avviso di convocazione a lasciare i territori rivendicati dalla Francia. Gli inglesi, tuttavia, sostenevano di avere a che fare con esploratori militari.
All'alba, gli uomini di Washington aprirono il fuoco sull'accampamento francese. Una dozzina di soldati furono uccisi e molti altri catturati. Le circostanze esatte della morte di Jumonville rimangono controverse. Alcune fonti suggeriscono che fu ferito e poi finito da Tanaghrisson con un'ascia mentre stava ancora cercando di leggere il suo messaggio diplomatico. Washington, che rimase a cavallo durante l'attacco, in seguito lasciò intendere di considerare i francesi delle spie.
L'inizio della Guerra dei Sette Anni
La vicenda suscitò immensa indignazione nella Nuova Francia e persino nelle corti europee. Persino Voltaire, nonostante la sua reputazione di anglofilo, condannò fermamente quello che considerava un assassinio. Il fratello di Jumonville, Louis Coulon de Villiers, cercò subito vendetta. Con diverse centinaia di uomini, attaccò Fort Necessity, dove Washington si era rifugiato.
Il 3 luglio 1754, il futuro primo presidente degli Stati Uniti si arrese. Nell'atto di resa, scritto in francese, Washington riconobbe implicitamente l'"assassinio" di Jumonville, salvo poi contestare tale formulazione affermando di non aver compreso il testo firmato.
Lo scontro di Jumonville Glen segna il vero punto di partenza della guerra anglo-francese in Nord America, nota agli inglesi come "Guerra franco-indiana". Due anni dopo, il conflitto si estese ufficialmente all'Europa, diventando la Guerra dei sette anni. Dall'America all'India, passando per i Caraibi e gli oceani del mondo, questa guerra mondiale, ante litteram, ha rimodellato in modo permanente gli imperi coloniali e ha spianato la strada alla futura ascesa degli Stati Uniti.
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