Nel rapporto parlamentare sulla violenza sessuale nel cinema, la deputata dei Verdi e presidente della commissione d'inchiesta Sandrine Rousseau propone di sistematizzare la presenza di un coordinatore dell'intimità durante le scene sensibili. Un ruolo ancora poco diffuso in Francia, ma ritenuto essenziale per tutelare gli attori, in particolare i minorenni.
Citato più di 50 volte nel rapporto, questo lavoro comporta la supervisione di scene intime, siano esse nudità, atti sessuali simulati o qualsiasi situazione di vulnerabilità emotiva. Si assicura del consenso degli attori, prevede il disagio e stabilisce un quadro preciso, come un coordinatore degli stunt.
Un cambiamento culturale atteso nel cinema francese
La Commissione raccomanda due misure concrete: rendere obbligatoria la presenza di un coordinatore per ogni scena intima con un minore (raccomandazione n. 65) e offrire sistematicamente il suo intervento agli adulti (raccomandazione n. 64). Per Monia Aït El Hadj, prima coordinatrice in Francia, queste proposte rispondono a un'esigenza urgente: «Troppe scene sono ancora mal concepite, improvvisate, a scapito del rispetto dei limiti personali degli attori.»
Questa pratica, già consolidata nei televisori anglosassoni a partire dal movimento #MeToo, sta lentamente iniziando a prendere piede anche in Francia. Ma secondo la commissione non è più il momento dell'iniziativa individuale. "Non si tratta né di censura né di ostacolo artistico", insiste Monia Aït El Hadj. "È uno strumento per creare in sicurezza. E, in definitiva, per rompere il codice del silenzio che ha prevalso nel settore per troppo tempo.