Microstar: il primo film di Léopold Kraus, un ritratto tenero e intenso di un influencer della Generazione Z.
Microstar: il primo film di Léopold Kraus, un ritratto tenero e intenso di un influencer della Generazione Z.

Gabriel Rose sogna di diventare attore, ma gli mancano sia il talento che le conoscenze. Nel frattempo, si guadagna da vivere come influencer di bellezza senza un soldo. Questo è il punto di partenza di Microstar, il primo lungometraggio del regista Léopold Kraus, uscito l'8 luglio. Abraham Wapler, salito alla ribalta lo scorso anno con Venere del futuro di Cédric Klapisch, interpreta il ruolo principale. Gabriel incontra Stanislas (Félix Lefebvre), un giovane ricco che gli offre l'opportunità di lanciare un marchio di gioielli, e vede in questo incontro la sua porta d'accesso all'alta società parigina. Allo stesso tempo, si lega a Pauline (Raïka Hazanavicius), una ricercatrice di ecologia politica, che rappresenta un mondo radicalmente diverso. "Parto da un personaggio che lavora in una professione a contatto con il pubblico, incentrata sull'immagine, narcisista, privo di talento e un po' arrogante. E alla fine, ci ritroviamo ad apprezzarlo. Rivaluta gradualmente il suo modo di pensare dopo essersi reso ridicolo con gioia", riassume il regista.

Una satira sulla violenza di classe e sul mondo dell'influenza, senza gratuita cattiveria.

Dietro la commedia romantica si cela una riflessione sulla violenza di classe. "Quando mia madre si è trasferita a Parigi, ha subito una forma di violenza di classe. Per questo ho voluto satirizzare questo piccolo mondo pieno di 'figli e figlie di' e parlare della difficoltà di cercare di accedere a un mondo di cui non si comprendono i codici", spiega Kraus. La scena in cui Raïka Hazanavicius, figlia del regista Michel Hazanavicius, e Abraham Wapler, figlio della compianta Valérie Benguigui, discutono di "nepo baby" illustra ironicamente questo punto. Il film è stato paragonato al recente The Giacommo di Baptiste Drapeau per il modo in cui tratta il mondo degli influencer, ma Kraus opta per una commedia romantica pungente piuttosto che per un mockumentary con telecamera nascosta. Il regista cita Louis C.K., Philip Roth e Todd Solondz come influenze, senza però perdersi in esse. La critica loda la libertà di tono e la benevolenza verso i personaggi, anche se la sceneggiatura a volte fatica a evidenziare la contrapposizione tra ascesa sociale e realismo della vita quotidiana, e il personaggio di Félix Lefebvre, secondo alcuni osservatori, spinge un po' troppo in alto l'asticella della caricatura.

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