La confessione di Cédric Jubillar hanno provocato un'onda d'urto anche tra coloro che lo avevano sostenuto. Secondo Parigi-MatteoSéverine, la sua ex compagna, che ha avuto una relazione con lui tra aprile e giugno 2021 prima del suo arresto, ora parla della sua rabbia, della sua stanchezza e della sensazione di essere stata manipolata per anni.
Condannato nell'ottobre 2025 a 30 anni di carcere per l'omicidio della moglie Delphine, scomparsa nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 2020 a Cagnac-les-Mines, nel Tarn, Cédric Jubillar ha confessato il delitto in una lettera al suo avvocato. Questo rappresenta una svolta decisiva in un caso segnato per oltre cinque anni dall'assenza del corpo di Delphine, dalle negazioni del marito e da un processo ampiamente pubblicizzato.
Séverine tradita
Séverine aveva sempre creduto in lui. Lo aveva difeso, sostenuto e gli era rimasta accanto in un periodo in cui Cédric Jubillar era già oggetto di intensi sospetti. La confessione del pittore-imbianchino cambia radicalmente l'interpretazione di quegli anni.
Oggi, confida il suo crollo nervoso con parole molto dure: "Sono devastata. Mi ha tradita. Ho lottato per lui, l'ho sostenuto per mesi. Mi ha prosciugata in tutti questi anni. Non auguro il male a nessuno, ma spero che resti in prigione per molto tempo. Penso tantissimo ai suoi figli. Penso soprattutto a Louis, che a volte ho dovuto proteggere dagli improvvisi scatti d'ira del padre."
Queste frasi racchiudono il violento sconvolgimento che la donna aveva vissuto entrando nella vita di Cédric Jubillar dopo la scomparsa di Delphine. L'uomo che lei affermava di aver difeso ora riconosce la propria responsabilità nella morte della moglie.
Nella sua dichiarazione, Séverine non si sofferma solo sulla propria rabbia. Parla anche dei figli di Cédric e Delphine Jubillar, in particolare di Louis. Afferma di aver talvolta cercato di proteggerlo dagli improvvisi scatti d'ira del padre.
Una confessione che ribalta completamente il caso.
Dalla scomparsa di Delphine Jubillar, il caso si era basato su un fascicolo senza cadavere, senza una scena del crimine formalmente definita e senza una confessione pubblica da parte di Cédric Jubillar. La sua condanna a 30 anni di carcere è stata emessa nonostante i ripetuti appelli.
La sua confessione cambia quindi la situazione. Non colma il vuoto lasciato dal corpo di Delphine, che rimane disperso, ma pone fine ad anni di negazione. Per i cari della donna scomparsa, questa svolta potrebbe anche riaccendere un desiderio fondamentale: sapere cosa è realmente accaduto e dove si trova Delphine.