Dopo anni trascorsi ad analizzare la vita politica francese su France Télévisions, Nathalie Saint-Cricq sembra ora attraversare un periodo di profondo dubbio. In un'intervista rilasciata a Télé StarLa giornalista politica ammette di non essere più sicura di voler continuare a lungo su questa strada.
"Non sono sicuro di voler continuare."«È finita», dice, quasi ammettendo la stanchezza dopo decenni trascorsi nel vivo delle campagne elettorali, sugli schermi televisivi, a rilasciare dichiarazioni e a destreggiarsi tra le lotte di potere politiche. Sta valutando l'ipotesi di aspettare le prossime elezioni presidenziali prima di cambiare rotta.
"La mia pressione sanguigna era 22." : la stanchezza di una vita sotto pressione
Nathalie Saint-Cricq non nasconde la tensione causata dai ritmi frenetici del giornalismo politico. Ricorda di aver diretto per 11 anni la redazione politica di France Télévisions, una posizione di alto profilo e molto stressante, dove ogni parola può diventare controversa.
"È da un anno che desidero trasferirmi."Spiega, riconoscendo che France Télévisions le ha offerto posizioni dirigenziali. Ma la giornalista sembra più attratta da altre strade: documentari, scrittura, persino il teatro. Cita, in particolare, un progetto editoriale su una coppia durante la Seconda Guerra Mondiale, nonché una commedia in fase di preparazione.
Il caso Ciotti: una controversia di troppo?
Coincidenza? Queste rivelazioni arrivano a poche settimane da un incidente che ha gravemente danneggiato la sua immagine. Durante la copertura delle elezioni comunali su franceinfo, Nathalie Saint-Cricq è stata sentita in diretta, apparentemente pensando che il suo microfono fosse spento. Mentre parlava di Éric Ciotti, vincitore a Nizza, ha detto: "alias Benito", apparente riferimento a Benito Mussolini.
La dichiarazione ha immediatamente scatenato un'ondata di critiche. Franceinfo si è scusata per le osservazioni, che sono state considerate... "Inappropriato e fuori luogo"mentre la giornalista stessa aveva riconosciuto un "mancanza di giudizio"La sanzione, seppur lieve, è stata rapida: France Télévisions l'ha sospesa per una settimana, privandola in particolare del tempo di trasmissione per il secondo turno delle elezioni comunali.
Un editorialista che viene regolarmente preso di mira
L'episodio di Ciotti non è l'unico ad aver alimentato le critiche nei confronti di Nathalie Saint-Cricq. Negli ultimi anni, il suo nome è emerso regolarmente nei dibattiti sull'imparzialità del servizio pubblico radiotelevisivo.
Nel 2024, un video aveva già suscitato reazioni quando era stato girato suggerendo per iscritto un rilancio attorno a Jean-Luc Mélenchon, con la formula abbreviata “JLM 1 PB”Si è difesa spiegando che si trattava di una pratica comune sul set, consistente nel porre una domanda o nel sollecitare i presentatori.
Queste controversie hanno contribuito a renderla una figura controversa: rispettata da alcuni per la sua esperienza e conoscenza della vita politica, criticata da altri per una presunta vicinanza a certi cliché del commento politico tradizionale.
Nessuna sessione in studio con Benjamin Duhamel.
Nella stessa intervista, a Nathalie Saint-Cricq è stata anche chiesta la possibilità di condividere uno studio televisivo con suo figlio, Benjamin Duhamel, anch'egli giornalista politico. La sua risposta è stata chiara: crede che non sarebbe "Non fa bene né a lui né a me"Si potrebbe aggiungere: neanche per gli spettatori…