L'IPO di SpaceX, prevista per giugno sul Nasdaq con il simbolo "SPCX", potrebbe riscrivere le regole della ricchezza globale. L'azienda spaziale punta a una valutazione superiore a 2 trilioni di dollari e intende raccogliere fino a 75 miliardi di dollari con questa offerta, che la renderebbe di gran lunga la più grande IPO della storia, superando il record detenuto da Saudi Aramco dal 2019.
I meccanismi finanziari sono sbalorditivi. Musk possiede circa il 42-44% della nuova entità risultante dalla fusione tra SpaceX e AI. Se la società avesse una valutazione di 2 trilioni di dollari, la sua sola quota varrebbe circa 850 miliardi di dollari. Aggiungendo la sua partecipazione dell'11% in Tesla, le sue 304 milioni di stock option e le sue azioni in Neuralink e The Boring Company, il suo patrimonio totale supererebbe il trilione di dollari, una soglia mai raggiunta da nessun individuo nella storia dell'umanità.
Un impero che ora si estende fino all'orbita terrestre bassa.
I fondi raccolti verrebbero utilizzati principalmente per finanziare centri dati dedicati all'intelligenza artificiale nello spazio, nonché missioni sulla Luna e su Marte. Il direttore finanziario di SpaceX, Bret Johnsen, è in trattative con investitori privati da dicembre 2025 per preparare questa transizione ai mercati pubblici.
Tuttavia, è necessario fare alcune precisazioni. La ricchezza dichiarata sulla carta e quella effettivamente disponibile sono due realtà distinte: il patrimonio di Musk rimane in gran parte composto da attività illiquide, soggette alle fluttuazioni del mercato. La sua attuale fortuna è già stimata tra i 667 miliardi di dollari secondo Bloomberg e i 798 miliardi di dollari secondo Forbes, il che pone l'imprenditore ben al di sopra di qualsiasi altro concorrente.
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